di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 18 marzo 2020
Il paradosso: scatta l'allarme sanità e gli americani si precipitano a comprare coltelli e fucili per abbattere i criminali che volessero approfittare del caos che potrebbe scatenarsi per il panico dovuto alla pandemia.
Le code interminabili davanti alle armerie di tanti americani spaventati da coronavirus e dunque subito precipitatisi a comprar nuovi coltelli, nuove pistole, nuove carabine e nuovi mitragliatori per abbattere i criminali che volessero approfittare del caos che potrebbe scatenarsi nelle strade per il panico dovuto alla pandemia, la dicono lunga sugli incubi a stelle e strisce.
Basti guardare le decine di foto stupefacenti dilagate su Internet, come quelle postate ad esempio dal Mail Online: non ce n'è uno, tra quegli acquirenti ordinatamente in fila davanti ai fornitissimi magazzini di armi da fuoco, che indossi i guanti o la mascherina. Ma come, si dirà, vedono più concreta la minaccia di una revolverata che quella di un'ondata di contagi che ieri sera, secondo il monitoraggio della Johns Hopkins University aveva già ucciso nel mondo 7.519 persone?
Eppure, per un assurdo e immondo paradosso, hanno perfino qualche ragione: tutti i morti per il coronavirus in tutto il mondo fino a ieri sera, uccisi dalla pandemia più grave dell'ultimo secolo dopo la "spagnola" del 1918, non arrivavano neppure alla metà dei morti assassinati nei soli Stati Uniti nel solo 2019: oltre 16.000.
Nessuno stupore. Stando alle statistiche, infatti, circa 330 milioni di americani possiedono almeno 357 milioni di pistole da borsetta, 38 Magnum, doppiette da caccia, fucili a pompa, kalashnikov e così via. Una media pazzesca: almeno un'arma a testa.
Armi difese a spada tratta, al fianco dei potentissimi produttori e trafficanti sempre generosi nelle loro donazioni, da quel Donald Trump che una ventina giorni fa, quando gli italiani stroncati dal coronavirus non arrivavano a una venti, sconsigliava ai compatrioti di stare alla larga dal nostro Paese, considerato "poco sicuro". Prova provata che, come spiega ad esempio il costituzionalista Lucio Pegoraro nel suo ultimo saggio "Individuare un nemico", che il nemico assoluto, eterno, immanente non esiste: ognuno se lo sceglie. Mezzo mondo invoca letti di rianimazione, disinfettanti, medici, infermieri, mascherine. Altri una nuova scorta di pallottole...
Mettono spavento, a dispetto della teoria che più armi ci sono in mano ai cittadini e più sicurezza c'è nella società, i numeri della violenza negli Usa. Basti dire che la sola città di Baltimora, che ha poco più degli abitanti di Genova, ha contato l'anno scorso 348 omicidi. Più che tutta l'Italia, quasi cento volte più popolosa, messa insieme.










