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di Federico Rampini

Corriere della Sera, 9 giugno 2022

In America gli elettori di sinistra riscoprono lo slogan Law & Order. Nella città più progressista della California, San Francisco, l’egemonia dei democratici è schiacciante. Il 60% ha votato sì al referendum popolare per destituire il procuratore generale (una carica elettiva), sotto accusa per una politica giudiziaria permissiva, associata a un degrado spaventoso dell’ordine pubblico.

Il magistrato cacciato dagli elettori, Chesa Boudin, è un’icona della sinistra più radicale, esponente di punta di un movimento delle “procure progressiste”. Ha svuotato le carceri teorizzando che i criminali sono vittime di un sistema ingiusto e razzista. In parallelo con l’ascesa di Black Lives Matter e dei suoi attacchi alla polizia, anche la magistratura militante si è schierata contro le forze dell’ordine. Queste ricette ora sono ripudiate dalla popolazione in molte città governate dai democratici.

Boudin ha una biografia emblematica, che esibisce con orgoglio: è figlio degli “anni di piombo” americani. I suoi genitori erano terroristi rossi dell’organizzazione Weather Underground. Finirono in carcere per una rapina a mano armata del 1981 in cui furono uccisi due poliziotti e una guardia giurata. Chesa venne allevato da altri membri dell’organizzazione clandestina di lotta armata. Dopo l’università lavorò anche come interprete del leader socialista Hugo Chávez in Venezuela. Venne eletto alla guida della procura di San Francisco nel novembre 2019 con un programma radicale: de-carceration e stop alla detenzione su cauzione. Cominciò la caccia agli abusi della polizia, ai comportamenti razzisti dentro le forze dell’ordine. Il clima era segnato da Black Lives Matter, l’organizzazione radicale dell’antirazzismo già potente dopo l’uccisione dell’afroamericano Michael Brown da parte di un agente nel 2014 a Ferguson, Missouri. Il capitalismo digitale della Silicon Valley, Hollywood, il mondo della cultura e i media sostenevano i sindaci di sinistra che tagliavano fondi alla polizia. L’appoggio dell’establishment alle procure progressiste era generoso: vedi i 40 milioni di dollari versati dal miliardario liberal George Soros per le campagne elettorali dei magistrati più radicali.

Il bilancio si è rivelato insostenibile in tutte le città dove la giustizia è in mano ai procuratori militanti. San Francisco figura insieme a New York, Los Angeles, Chicago e Philadelphia, tra le metropoli che hanno avuto un balzo del 30% negli omicidi già dal 2019 al 2020. Nel biennio successivo a San Francisco l’impennata degli assassinii è peggiorata: +37%. Sotto la gestione Boudin sono esplosi anche altri reati comuni come i furti di appartamento: +45% in un biennio. Le rapine nei negozi hanno ricevuto una sorta di legittimità politica, alla stregua di “espropri proletari”, quando le manifestazioni di Black Lives Matter degenerarono in saccheggi, razzie, assalti di gang organizzate che accumulavano bottini di oggetti di lusso. La certezza che la magistratura libera senza cauzione coloro che gli agenti arrestano in flagranza di reato, ha sconvolto quella che era stata una città sicura. Undici farmacie-supermercati della catena Walgreens hanno chiuso nel centro di San Francisco, falliti per troppe rapine.

Boudin non persegue i furti se il valore è sotto i 950 dollari. Ha depenalizzato lo spaccio di droga, incluso il devastante Fentanyl. Nel 2021 in città i morti per overdose sono stati 640, più delle vittime del Covid. La tolleranza verso la criminalità diventa un magnete che attira comportamenti devianti: malgrado una nuova supertassa in favore dei senzatetto (300 milioni di gettito annuo) l’esercito degli homeless continua a crescere. Il centro storico di San Francisco è un accampamento sempre più vasto, dove le forze dell’ordine intervengono il meno possibile. L’insicurezza assedia soprattutto i quartieri popolari. Le minoranze etniche non si sentono tutelate: gli asiatici-americani, che all’origine avevano votato Boudin, lo hanno ripudiato in massa.

La caduta di Boudin è solo la punta dell’iceberg. A Los Angeles si è lanciato in politica un imprenditore italo-americano, Rick Caruso, che promette più sicurezza nelle strade. New York ha fatto da apri-pista l’autunno scorso eleggendo come sindaco un Black, Eric Adams, ex capitano di polizia. Lo avevano plebiscitato le minoranze etniche nei quartieri più poveri, dove le forze dell’ordine si sono ritirate. Per ora il nuovo sindaco di New York fatica a riprendere il controllo della città: ha contro di sé un procuratore progressista contrario agli arresti, e l’intellighenzia bianca di Manhattan. La base del partito democratico però sembra rivalutare la tradizione degli anni Novanta: quando politici come Bill Clinton e lo stesso Joe Biden capirono che la sicurezza non è di destra.