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di Alessandro Fioroni

Il Dubbio, 13 dicembre 2024

Il presidente concede la grazia a 39 detenuti nel provvedimento anche 1.500 sconti di pena. Uno degli ultimi atti della presidenza di Joe Biden sembra avere un significativo riflesso sul capitolo giustizia negli Stati Uniti, soprattutto per quanto riguarda il mondo carcerario da sempre al centro di enormi contraddizioni. Il presidente Usa infatti ha lasciato una eredità al suo successore Donald Trump in netta controtendenza rispetto alle invettive legge e ordine del tycoon, prossimo a sedersi nello studio ovale della Casa Bianca. Biden ieri ha concesso la grazia presidenziale a 39 americani condannati per reati non violenti e ha commutato le condanne di quasi 1500 altre persone.

L’atto di clemenza è stato descritto dagli ambienti di Washington come un unicum, visto che la decisione di Biden comprende il maggior numero di perdoni presidenziali emessi in un solo giorno. In ogni caso non sono state però fornite le generalità dei detenuti interessati. Le uniche indiscrezioni trapelate dalla Casa Bianca riguardano solo alcuni dettagli. A godere del beneficio sono un veterano militare decorato e un pilota che ha aiutato membri della chiesa, un’infermiera che ha partecipato al lancio del vaccino contro il Covid e un consulente che si occupa di dipendenze.

Biden ha potuto procedere in questa maniera poiché la Costituzione degli Stati Uniti stabilisce che il presidente ha l’ampio “potere di concedere dilazioni di pena e indulti per reati contro gli Stati Uniti, tranne che per i casi di impeachment”. Tutta questa clemenza ha però fatto sorgere più di qualche dubbio non solo da parte degli avversari vincenti del presidente. All’inizio di questo mese, infatti, Biden ha emesso una controversa grazia nei confronti di suo figlio Hunter, condannato per uso di stupefacenti e possesso di armi, nel solco di una recente tendenza dei presidenti a perdonare le persone a loro vicine. La mossa si è rivelata controversa, dal momento che il presidente uscente aveva precedentemente escluso di farlo. Ma ha affermato che i casi contro suo figlio erano politicamente motivati L’atto generalizzato di clemenza potrebbe dunque essere anche una mossa per coprire il favore fatto al suo primogenito e facendolo rientrare in una politica libertaria e garantista. In realtà annunciando la mossa, Biden ha detto che coloro che sono stati graziati hanno “mostrato una riabilitazione di successo e hanno dimostrato impegno a rendere le loro comunità più forti e più sicure”. In particolar modo le grazie e le riduzioni di pena sono state emesse per persone coinvolte e condannate per reati senza atti violenti, soprattutto legati al consumo e allo spaccio di droga.

Le condanne commutate hanno riguardato centinaia di persone che sono state messe in isolamento domiciliare durante la pandemia di Covid-19 e che stavano affrontando condanne che Biden ha ritenuto troppo lunghe perché derivanti da leggi ormai obsolete. Clemenza dunque, ma anche un’idea apparentemente diversa di giustizia; secondo il presidente i graziati hanno “dimostrato di meritare una seconda possibilità”.

Ora la presidenza ha anche promesso “ulteriori passi nelle prossime settimane” anche se non si conoscono le intenzioni. Ma comunque si tratta di una significativa inversione di tendenza perché Biden aveva concesso un numero grazie inferiore alla maggior parte dei presidenti nella storia moderna degli Stati Uniti se non si conteggiano alcuni indulti promulgati nel recente passato, per un un numero abbastanza ampio di persone appartenenti ad alcune categorie di detenuti. Nell’ottobre 2022, infatti, Biden ha emesso un perdono completo per coloro che erano stati condannati per semplice possesso di marijuana, e successivamente lo ha ampliato per includere altri reati legati alla stessa fattispecie. All’inizio di quest’anno, Biden ha emesso un altro perdono al personale militare e ai veterani che sono stati condannati per un reato basato sul loro orientamento sessuale.