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di Giuseppe Sarcina

Corriere della Sera, 13 giugno 2022

Per la prima volta da 26 anni, 10 senatori repubblicani e 10 democratici hanno messo a punto misure (ancora non operative) sulle armi: non è previsto il bando dei fucili semiautomatici, ma saranno aumentati i controlli sugli acquirenti, verranno sequestrate le armi ai condannati per violenza domestica e sarà alzata la sicurezza delle scuole

C’è un mini-accordo sulle armi. Il primo dopo 26 anni di inazione segnati da stragi e sparatorie. Ieri, domenica 12 giugno, dieci senatori democratici e dieci repubblicani hanno fatto sapere di aver messo a punto alcune misure che ora andranno tradotte in disegno di legge. Va detto subito: non è previsto il bando dei fucili semiautomatici, come quello usato da Salvador Ramos per falciare 19 bambini e due insegnanti il 24 maggio scorso, nella scuola elementare di Uvalde, in Texas. Non verrà nemmeno alzata da 18 a 21 anni la soglia di età per comprare un Ar-15 o un’altra mitraglietta. E Ramos aveva appena compiuto 18 anni, pochi giorni prima della strage.

Ecco il comunicato diffuso dal gruppo dei senatori: “Oggi annunciamo una proposta bipartisan e di buon senso per proteggere i bambini americani, dare sicurezza alle scuole e ridurre la minaccia di violenza attraverso il Paese. Le famiglie sono impaurite ed è nostro dovere lavorare insieme per raggiungere qualche risultato e contribuire a ristabilire il senso di protezione nelle nostre comunità”.

Nello schema, invece, figurano sostanzialmente 4 provvedimenti. Il più importante, forse, è il rafforzamento dei controlli sugli acquirenti di armi. In particolare saranno messi a disposizione più fondi per consentire agli Stati di osservare il comportamento dei soggetti considerati più a rischio, seguendo le segnalazioni (il “red flag”, la bandiera rossa) dei famigliari, degli insegnanti, dei conoscenti. Le autorità dovranno confiscare fucili e pistole alle persone che mostrano segni di pericolosità. La rete dei controlli si estenderà anche ai giovani tra i 18 e i 21 anni.

Secondo: chi è stato condannato per violenza domestica non potrà più possedere un’arma. Il divieto, e questa è una novità, tocca anche i partner, fidanzati o fidanzate, non solo i coniugi. Il terzo capitolo è il più delicato. Verranno stanziate più risorse per assistere e, quindi anche per monitorare, tutti coloro che soffrono di disturbi mentali. Infine, il proposito per ora più generico: “rafforzare la sicurezza delle scuole”.

Come si vede, i legislatori dovranno ancora precisare le norme e, soprattutto, per renderne possibile l’applicazione concreta ed efficace. Tuttavia questa giornata segna una svolta. Il Congresso supera la paralisi: ci sono i numeri, almeno 60 seggi, per superare lo storico ostruzionismo dei senatori repubblicani. La politica, questa volta, non ha completamente ignorato la voce della grande maggioranza degli americani.

Sabato, migliaia di attivisti hanno marciato a Washington, New York e in altre città del Paese. Ora le loro organizzazioni accolgono questa intesa come un piccolo, ma comunque importante progresso. Anche Joe Biden ha fatto sapere di “appoggiare” l’accordo, pur avendo chiesto per settimane il bando dei fucili automatici. Due i senatori protagonisti della trattativa bipartisan: il democratico Chris Murphy, del Connecticut, lo Stato della sparatoria della scuola elementare Sandy Hook (uccisi 20 bambini e sei adulti); il repubblicano John Corny, uno dei più stretti alleati del leader di minoranza, Mitch McConnell. Corny viene dal Texas, lo Stato di Uvalde.