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di Silvia Giagnoni

Il Manifesto, 15 luglio 2025

In Florida già 750 persone sarebbero detenute a Alligator Alcatraz. Cibo “pieno di larve”, non si può fare la doccia. Sequestrata la Bibbia a un prigioniero: “Non c’è diritto alla religione qui”. Sulla Tamiami Trail, la US41 che collega Tampa a Miami e che attraversa le Florida Everglades, campeggiano da qualche giorno ufficialissimi cartelli stradali verdi con su scritto Alligator Alcatraz come del resto all’entrata dell’omonimo centro di detenzione, dove hanno preso il posto (e soprattutto i riflettori) della vecchia insegna scolorita del Dade-Collier Training and Transition Airport. Davanti al cartello, si alternano coloro che protestano a quelli che sorridono grande mentre si fanno selfie.

D’altra parte, sul sito del Partito repubblicano della Florida, già prima dell’inaugurazione alla presenza di Trump, erano in vendita t-shirt, cappellini e vario merchandising Alligator Alcatraz e lo stesso dipartmento della Homeland Security (Dhs) aveva postato foto generate con l’Ai di alligatori con i cappellini dell’Immigration \u0026 Customs Enforcement (Ice). L’obiettivo è spaventare. A due settimane dalla sua inaugurazione, il centro di detenzione “temporaneo” ospiterebbe, secondo una lista ottenuta dal Miami Herald, circa 750 immigrati, di cui solo un terzo con precedenti penali. Ospiterebbe, perché i nomi dei detenuti non sono ancora pubblici sul sito governativo ufficiale.

Dall’Everglades Detention Center, come viene chiamato da chi critica struttura e denominazione, riportano condizioni “da animali”. I detenuti non possono farsi una doccia (perché di fatto l’acqua arriva con i camion), il cibo, servito una volta al giorno, è “pieno di larve”.Non hanno accesso alle medicine, né vengono fatti uscire, le zanzare sono “grandi come elefanti”. Ad un detenuto è stata sequestrata la Bibbia. “Non c’è diritto alla religione qui”, gli è stato detto.

Sebbene sia Trump che Kristi Noem (Dhs) abbiano dichiarato che ai detenuti sarà assicurato un regolare processo, a diversi avvocati è stato impedito di parlare con i propri clienti. Dopo la visita inaugurale del presidente, una delegazione di legislatori democratici si è vista rifiutare accesso alla struttura, reputata “non sicura” (forse perché già allagata, come testimonia un video). Per loro, l’amministrazione DeSantis, negando che le condizioni siano quelle denunciate, ha organizzato il 12 luglio un tour della struttura, con divieto però di filmare e fare foto (la stampa non era ammessa). Restano poi ignoti i tempi di permanenza previsti per chi è detenuto. Trump ha infatti evitato la domanda a riguardo (una delle poche serie) rivoltagli durante la conferenza stampa. “Cercherò di passare più tempo possibile nella mia amata Florida”, ha risposto - tra l’altro, gli è appena stata dedicata una via a Palm Beach.

La Florida di DeSantis sta cercando di fare del suo meglio per raggiungere gli obiettivi di deportazione di massa posti dal vicecapo di gabinetto, Stephen Miller, factotum delle politiche trumpiane sull’immigrazione. In tutte le 67 contee (solo Key West si è opposta di recente) sono attivi i 287(g) Program che consentono alle forze dell’ordine di agire come Ice. A Camp Landing, nei pressi di Jacksonville, centro di addestramento della Florida National Guard, DeSantis ha annunciato la costruzione di un’altra struttura che dovrebbe ospitare 2.000 detenuti.

Al secondo posto dopo il Texas per numero di arresti (+219% rispetto a fine giugno 2024), il Sunshine State ha esordito in pompa magna ad aprile con la Operation Tidal Wave (nome preso a prestito da un grosso attacco di bombardieri Usa in Romania durante la Seconda guerra mondiale), arrestando in una settimana ben 1.110 immigrati. Ma con un’economia che si fonda su turismo e agricoltura, che a sua volta si basano sul lavoro dei migranti, cosa accadrà?

Il Presidente rassicura agricoltori e albergatori che non perderanno forza lavoro, mentre Brooke Rollins (segretaria dell’Agricoltura) ribadisce che non ci sarà alcuna amnistia, che sono pronti a passare all’automazione con macchine operate al 100% da lavoratori statunitensi, non esimendosi da aggiungere che non sarà un problema trovarli “con 34 milioni di adulti abili che ricevono Medicaid”.

In linea, insomma, con le battute macabre sul dare la gente in pasto agli alligatori, cifra caratterizzante l’Everglades Detention Center, che (si scopre) fanno parte dell’immaginario razzista dell’America: durante Jim Crow, i bambini afroamericani venivano raffigurati come esche per gli alligatori, che erano detti prediligere “la Negro meat”.

Fino al 19 giugno, quando il procuratore generale della Florida James Uthmeier ha annunciato la costruzione di Alligator Alcatraz, la conservazione delle Everglades era un tema bipartisan. Lo stato e il governo federale hanno speso negli ultimi anni miliardi di dollari per il ripristino delle falde acquifere attraverso il Comprehensive Everglades Restoration Plan (Cerp).

“Sarà pronto tra 30-60 giorni”, dice nel video Uthmeier, ma la struttura viene eretta in soli otto giorni dalla Slsco Ltd, un’impresa edile texana che ha costruito anche parti del muro di confine durante la prima amministrazione Trump, a quanto riporta Engineering News Record. Appoggiandosi alla legislazione di emergenza del gennaio 2023 per la cosiddetta “border crisis”, lo stato della Florida ha quindi confiscato il terreno al Miami-Dade County, contrario al progetto - e per questo, la Florida Immigrant Coalition (Flic) e altre 130 organizzazioni hanno chiesto alla sindaca del Miami-Dade County di far causa allo stato. Il terreno, scrivono nella lettera, ha un valore stimato di 195 milioni di dollari.

La trovata macabra di Alligator Alcatraz è una strizzata d’occhio al Presidente e alla base Maga, ma anche un diversivo. Sì, perché Uthemeier, soltanto poche ore prima dell’annuncio, è stato dichiarato da un giudice federale “colpevole di oltraggio civile alla corte” per aver violato un’ordinanza che blocca la disposizione della legge statale che criminalizza l’ingresso in Florida di immigrati non autorizzati. A seguito della causa intentata da Friends of the Everglades e Center for Biological Diversity, il giudice federale potrebbe firmare a giorni un ordine restrittivo per la chiusura della struttura. Intanto, il governo federale sembra prendere (almeno legalmente) le distanze, dichiarando attraverso i propri avvocati di non aver “attuato, autorizzato, diretto o finanziato il centro di detenzione temporaneo della Florida”.