di Giulia Crivellini* e Federica Valcauda**
Il Manifesto, 23 agosto 2022
Condanna al pagamento di oltre 650 mila dollari a tre tra le maggiori distribuzioni farmaceutiche americane: Walmart, Walgreens e CVS. Il motivo? Il loro ruolo all’interno dell’epidemia di overdose da farmaci oppiacei che sta destando preoccupazioni in alcuni Stati americani vista la facilità di prescrizione e di distribuzione attraverso queste catene.
In Usa condannati tre tra i maggiori distributori farmaceutici per l’epidemia di overdose da farmaci oppiacei in alcuni Stati. Gli Stati Uniti con il loro sistema di Common Law in base al quale la legge si forma attraverso le nuove decisioni e l’affinamento di decisioni precedenti riescono sempre a farci vedere un nuovo lato della medaglia. Così è successo di recente con la condanna al pagamento di oltre 650 mila dollari da parte del giudice di Cleveland Dan A. Polster a tre tra le maggiori distribuzioni farmaceutiche americane: Walmart, Walgreens e CVS. Il motivo? Il loro ruolo all’interno dell’epidemia di overdose da farmaci oppiacei che sta destando preoccupazioni in alcuni Stati americani vista la facilità di prescrizione e di distribuzione attraverso queste catene.
I dati dicono che da aprile 2020 ad aprile 2021 sono state 100 mila le morti per overdose, di cui 75 mila relative agli oppiacei, tra cui quelli approvati dalla Federal Drug Administration. Allarmanti anche i dati relativi agli oppioidi sintetici (alcuni, come il Fentanyl, scambiati anche nel mercato nero) e a farmaci come l’Oxycodone che vengono prescritti con estrema facilità creando non di rado stati di dipendenza.
Il CDC (“Centers for Disease Control and Prevention”) ha stimato il costo economico e sociale dell’abuso di oppioidi legalmente prescritti: 80 miliardi di dollari l’anno, con costi sociali più elevati in alcune contee.
Un costo che è anche una responsabilità politica riconosciuta dal tribunale e a cui poco è servita la linea difensiva delle tre catene farmaceutiche incentrata sul mero eseguire quanto richiesto nelle prescrizioni. La condanna, la prima emessa da un giudice federale, prevede che il risarcimento sia destinato a due contee dell’Ohio per finanziare programmi di istruzione e prevenzione e come rimborso per i costi di gestione della crisi.
L’Italia non vive - ancora - questo allarme ma non permette allo stesso tempo cure alternative per i dolori cronici. Nuovi recenti studi, come quelli del Sidney Kimmel Medical College Filadelfia, del Norwegian Institute of Public Health di Oslo e dell’Ospedale Niguarda di Milano rilevano come la cannabis possa sostituire in tutto o in parte gli oppiacei nel trattamento del dolore senza le ricadute di questi ultimi. Nonostante le evidenze scientifiche si continua ad ignorare l’importanza di proporre la cannabis terapeutica come cura primaria, non alternativa o ‘ opzionale’. Oggi le possibilità per vivere senza entrare nel vortice tossico degli oppiacei ci sono e anche le case farmaceutiche dovrebbero tenerle in considerazione se non vorranno pagare in futuro altri risarcimenti milionari.
*Tesoriera Radicali Italiani
*Membro direzione Radicali Italiani









