sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

Ansa, 21 gennaio 2015

 

Una sentenza unanime della Corte Suprema Usa ha dato ragione a un detenuto musulmano che aveva sporto denuncia contro il carcere dell'Arkansas perché gli vietava di portare la barba anche se corta. Il caso è stato denunciato da Gregory Holt, un musulmano conosciuto anche con il nome di Abdul Maalik Muhammad, noto alle autorità per aver minacciato le figlie dell'ex presidente Bush e poi condannato all'ergastolo nel 2010 per aver colpito la fidanzata con un coltello. Il carcere vieta di portare la barba lunga ma come compromesso, Holt aveva chiesto di poter avere una barba di pochi centimetri. In una lettera inviata alla Corte, Holt sosteneva che il rifiuto dello Stato di fare eccezioni è oppressivo e costringe i detenuti "a obbedire al loro credo religioso, affrontando un'azione disciplinare, o a violare quel credo". La Corte Suprema ha accettato il ricorso di Holt sostenendo che il divieto viola i suoi diritti e che comunque la barba non pone un rischio per la sicurezza.