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di Davide Longo

Il Manifesto, 20 agosto 2025

A Houston, in Texas, decine di legali promettono l’impossibile ai migranti senza documenti, si fanno pagare migliaia di dollari e poi spariscono, lasciando i propri assistiti in balia dell’Ice. “Ti hanno detto che il tuo caso è impossibile da risolvere? Scopri come noi trasformiamo l’impossibile in un miracolo”. Inizia così un video di Alexandra Lozano, avvocata di Houston, Texas, che promette a chiunque faccia domanda l’ottenimento di un visto regolare di permanenza negli Stati uniti. Onnipresente sui social, Lozano si fa chiamare l’Avvocata dei Miracoli e si fa pagare fino a 15mila dollari a prestazione dai propri assistiti - di solito famiglie delle quali almeno un membro risiede negli Stati uniti senza un visto regolare - ai quali viene promessa una regolarizzazione del proprio status legale e addirittura l’ottenimento della cittadinanza statunitense.

In realtà dietro a questi casi si nasconderebbe una vera e propria truffa, come denunciato alcuni giorni fa dall’associazione Familias Imigrantes y Estudiantes en la Lucha (Fiel), fondata nel lontano 2007 da un gruppo di migranti senza documenti e diventata oggi una delle principali organizzazioni che si occupano dei diritti delle persone senza documenti nell’area di Houston. Ne ha parlato al manifesto Cesar Espinosa, direttore esecutivo dell’associazione. “Lo schema è sempre lo stesso - racconta Espinosa - Questi avvocati senza scrupoli promettono ai loro assistiti l’ottenimento del permesso di lavoro e assicurano loro che con quel documento non potranno essere deportati. Poi promettono la residenza permanente, la cosiddetta green card, in tempi brevi, e dopo tre anni l’ottenimento della cittadinanza”.

Le cose vanno molto diversamente. Lo dimostra il caso di José Fernando Yax Yax, uno dei tanti immigrati latinoamericani che da anni vivono, lavorano e pagano le tasse nella città di Houston. Alcune settimane fa, dopo essersi recato all’ufficio immigrazione della città nella speranza di poter regolare la propria posizione legale, José è stato arrestato dagli agenti della Immigration and Customs Enforcement (Ice) e deportato senza processo in Guatemala. José e la sua famiglia erano stati affiancati dall’avvocata Christine Meneses nella richiesta del permesso di lavoro. Meneses, che ha ricevuto circa 14mila dollari per la propria consulenza, avrebbe spinto l’uomo a dichiarare il falso alle autorità dell’immigrazione, consigliandogli di dire di essere vittima di abusi e violenze domestiche. In questo caso, il migrante può accedere a una corsia preferenziale per l’ottenimento della residenza permanente, secondo la cosiddetta legge Vawa (Violence Against Women Act). Come ha dichiarato l’avvocato Raed Gonzalez però, “questa legge si utilizza di solito in caso di violenza domestica o seri abusi di natura fisica o mentale, come la privazione del sonno, le percosse, ripetuti abusi psicologici. In questo caso viene dunque citata perlomeno in maniera impropria”.

Intascato il denaro e riempiti i moduli per la richiesta, l’avvocata si sarebbe dileguata: presentatosi all’ufficio immigrazione per riempire la propria richiesta, José è stato identificato come irregolare, arrestato e deportato. Oggi la sua famiglia chiede giustizia, anche perché gli abusi dichiarati da José dietro consiglio dell’avvocata Meneses non ci sarebbero mai stati. Secondo la moglie di José, la cittadina statunitense Sabina Victoria Caxaj, il procedimento è avvenuto “per una violenza domestica che non è mai avvenuta nella mia casa. Hanno semplicemente montato un caso fraudolento e ci hanno detto di mentire alla legge per ottenere i documenti più velocemente”.

Come ha spiegato al manifesto l’avvocato Raed Gonzalez, “la presentazione di domande Vawa fraudolente è un reato federale e può comportare l’espulsione, la perdita dei benefici in materia di immigrazione e altre conseguenze legali”. Quello di José non è un caso isolato, ma rappresenta la punta dell’iceberg di un modus operandi di una rete di avvocati - decine nella sola Houston - che promettono l’impossibile, si fanno pagare migliaia di dollari e poi spariscono, lasciando i propri assistiti in balia degli arresti e delle deportazioni compiute da Ice. “Questi sono avvocati, ma si comportano più che altro come curanderos miracolosi - continua Cesar Espinosa - Il risultato sono migliaia di dollari sottratti dalle tasche di persone disperate, che farebbero di tutto per regolarizzare la propria posizione”. Secondo l’associazione non saremmo in presenza di un caso isolato, ma di un vero e proprio racket: sarebbero finora centinaia i casi di persone deportate a seguito di questo tipo di procedura legale, e si tratta perfino di un numero sottostimato.

Solo nell’area metropolitana di Houston, su quasi otto milioni di abitanti, circa un milione e mezzo sono nati fuori dagli Stati uniti e almeno mezzo milione sono senza documenti. “Vista la corsa alla regolamentazione del proprio status in atto in questi giorni, una risposta fisiologica alle nuove misure in materia di immigrazione messe in campo dall’esecutivo Trump, potrebbero essere migliaia le persone incappate in questo vero e proprio raggiro legale - ci spiega Alain Cisneros, coordinatore delle attività dell’associazione Fiel - Molto spesso le persone cadono in questi tranelli perché pensano che l’avvocato al quale si sono rivolti ne sappia più di loro, e come biasimarli?”.

Ora Fiel - insieme al gruppo di avvocati che affiancano l’associazione - ha deciso di dare battaglia su questo fronte, lavorando innanzitutto alla sensibilizzazione dei migranti sul tema. “La nostra scommessa, oggi, è educare le persone su quali siano i loro diritti e lavorare per organizzarle e contrattaccare ogni volta che questi vengono violati - dice Cesar Espinosa - L’alternativa sarebbe alzare le mani e arrenderci agli eventi, ma non vogliamo farlo. Se rimarremo in silenzio non solo continueremo a subire le prepotenze di questi avvocati senza scrupoli, ma lasceremo loro anche mano libera per truffare e approfittarsi di altre persone”.