di Gianni Riotta
La Repubblica, 1 luglio 2022
La sentenza che impedisce all’Epa di promulgare misure di protezione dell’ambiente, senza autorizzazione del Congresso, fa della Corte Suprema il forum guida dei conservatori. “Primavera silenziosa”, classico saggio di Rachel Carson che denunciava la strage ecologica seguita all’uso dei pesticidi, ddt in testa, apparve negli Stati Uniti nel 1962 (poi tradotto da Feltrinelli), aprendo la crisi di coscienza americana sull’ambiente. Otto anni dopo, il presidente Nixon, conservatore repubblicano, vara l’Epa, Environmental Protection Agency, cosciente che l’opinione pubblica, in quel cruciale 1970, fosse solidale con il disegnatore satirico Walt Kelly, che faceva dire al suo personaggio Pogo, il saggio opossum, davanti alla palude di Okefenokee, in Florida, rovinata dall’inquinamento: “Abbiamo incontrato il nemico e siamo noi”.
La sentenza della Corte Suprema che impedisce all’Epa di promulgare misure di protezione dell’ambiente, senza previa autorizzazione del Congresso, azzera ora il sentimento comune Usa, custodire il paese compreso “dal mare al mare scintillante”, come nei versi classici dell’inno “America the Beautiful”, il feeling capace di arruolare il duro Nixon, la studiosa Carson, l’artista Kelly e milioni di cittadini.
Al di là della natura, del ridurre l’Epa a semaforo burocratico azionato o spento dagli umori politici di Washington, della possibilità per gli stati repubblicani di tornare al carbone delle vetuste miniere a ovest della Virginia, la sentenza di ieri, i sei giudici di destra contro i superstiti tre liberal, dopo lo stop all’aborto dei giorni scorsi, fa della Supreme Court il forum guida delle destre.
Dal XVII secolo, nella common law della giurisprudenza anglosassone, uno dei cardini fondamentali è il principio “stare decisis”, rispetto per le sentenze pregresse, e nella Supreme Court, il motto “stare decisis et non quieta movere” era cruciale, come toga nera e carica a vita. Non più. I tre giudici nominati dall’ex presidente repubblicano Donald Trump, record raro in soli quattro anni alla Casa Bianca, grazie anche all’ostruzionismo opposto a Obama dall’allora capo del Senato McConnell, hanno deciso, guidati dall’attivista veterano Alito, di sradicare l’America liberal e le conquiste sui diritti degli anni Sessanta. Non è solo revanche politica, non è nemmeno solo la lettura “originalista” della Costituzione, che si illude di interpretare la carta fondativa nel modo restrittivo inteso dai Padri Fondatori. È, soprattutto, crociata culturale, reimporre all’America un canone tradizionalista, familista e autoritario. Gli stati liberal, dalla California a New York, reagiranno con le proprie regole, il presidente Biden proverà a mobilitare gli elettori al voto di novembre a Midterm, ma lo scontro fra le due Americhe riaperto dalla Corte non si fermerà, fino al successo di una delle due parti, o a un compromesso raziocinante che, per ora, non ci sembra prossimo.









