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di Carlo Lavalle


La Stampa, 8 febbraio 2021

 

Il social network è stato costretto a ridimensionare il ruolo dei gruppi perché ritenuti responsabili di disinformazione, odio e contenuti violenti e mezzo di organizzazione dell'assalto al parlamento Usa. Facebook nel 2019 ha ridisegnato la piattaforma mettendo al centro i gruppi ma ora fa marcia indietro reprimendone l'attività ed escludendoli dai suggerimenti nel news feed. Un gruppo di ricercatori aveva evidenziato sin dal mese di agosto 2020 il crescendo di retorica violenta, disinformazione e faziosità prodotta al loro interno mettendone al corrente l'azienda.

In un documento riservato, lo rivela il Wall Street Journal, è emerso come oltre il 70 per cento dei principali gruppi civici attivi negli Stati Uniti esprimesse una forte carica di odio e violenza e contenuti tossici, rappresentando un pericolo di radicalizzazione politica e sociale.

Nonostante le indicazioni degli autori della ricerca, Facebook non è intervenuta con determinazione e in modo tempestivo per bloccare questa deriva. Gli eventi del 6 gennaio, con l'assalto dei dimostranti al Campidoglio Usa, hanno fatto precipitare la situazione imponendo una svolta. Il ruolo fondamentale di Facebook come mezzo per pianificare e organizzare le proteste dei manifestanti è stato sottolineato da varie inchieste e segnalazioni giornalistiche. E, a questo punto, non è stato più possibile minimizzare o reagire in maniera blanda e in via provvisoria, ignorando il richiamo a un'azione più incisiva. Il giro di vite deciso dal management del social network ha portato alla rimozione di numerosi gruppi e alla definizione di nuove regole più restrittive. Guy Rosen, Vice President of Integrity di Facebook, ha giustificato la stretta, che ha comportato la disabilitazione di strumenti in grado di favorire la circolazione di contenuti violenti e il rafforzamento della moderazione, operazione non facile, facendo leva sulla difesa della sicurezza degli utenti. Alla fine, la società di Menlo Park, che ha ricevuto molteplici avvertimenti sulla funzione nefasta dei gruppi - descritti come un fattore di distruzione dell'America e accusati di covare odio dal senatore Edward Markey - dopo un tira e molla, ha scelto la via drastica di modifica della rinuncia alla promozione sulla piattaforma, modificando gli algoritmi. E trasformando una moratoria in una decisione permanente, annunciata dallo stesso Mark Zuckerberg.