di Massimo Gaggi
Corriere della Sera, 4 settembre 2020
La sindaca di Rochester (New York) contro la polizia che ha incappucciato l'afroamericano, poi morto asfissiato. Il candidato democratico incontra la famiglia del 29enne paralizzato, colpito alle spalle da 7 revolverate. Nella sua visita a Kenosha Joe Biden ha incontrato per un'ora i familiari di Jacob Blake, l'afroamericano colpito per sette volte alle spalle dalla polizia. Poi ha parlato al telefono con lo stesso Jacob dall'ospedale dove giace, paralizzato. Infine, incontrando rappresentanti della comunità in una chiesa, il candidato democratico ha accusato Donald Trump di legittimare l'odio e il razzismo. Due giorni fa nella città del Wisconsin il presidente non aveva incontrato la famiglia Blake, preferendo pronunciare un'ostinata difesa della polizia e una condanna delle rivolte violente, senza distinzioni tra poteste pacifiche e incendi e saccheggi notturni.
La questione razziale è sempre più infuocata e diventa, insieme al coronavirus, centrale nella campagna elettorale, anche perché continuano i casi di violenze della polizia nei confronti di neri. L'ultimo, emerso ieri, risale a marzo e crea imbarazzi anche in campo democratico, coinvolgendo politici, procuratori e un capo della polizia, tutti afroamericani e tutti progressisti. Daniel Prude esce nudo, in preda alla sua follia, dalla casa del fratello Joe in una notte gelida di marzo. Joe chiede aiuto al 911, il numero delle emergenze, che manda una pattuglia. Siamo a Rochester, nello Stato di New York: città democratica di uno Stato democratico. La sindaca, Lovely Warren, è afroamericana come i Prude. Nero pure il capo della polizia. Ma gli agenti non sono psichiatri. Ammanettano l'uomo in attesa dell'ambulanza e lo costringono a restare steso. Poi, visto che dà in escandescenze, gli mettono una specie di casco usato, in America e anche in altri Paesi, dai poliziotti che vogliono proteggersi dagli sputi: è il 23 marzo, inizio dell'emergenza coronavirus anche in America.
Nessuno minaccia, nessuno tira fuori armi, ma nessuno si preoccupa di Prude che respira a fatica. Quando arriva l'ambulanza ha perso i sensi. Morirà una settimana dopo in ospedale. Razzismo? Stavolta quella degli agenti sembra soprattutto incuria, mancanza di compassione per quello che per loro è solo un relitto umano. Non capiscono che sta soffocando, ridono. Si preoccupano solo, come ogni altro dipendente pubblico, di tornare a casa incolumi. Ma il caso è comunque grave, anche perché il medico legale della contea che esegue l'autopsia parla di "omicidio per asfissia". E quando viene fuori il video, impressionante, della body-camera di uno degli agenti, la famiglia Prude denuncia il caso.
Black Lives Matter scende in campo chiedendo punizioni per gli agenti. Lovely Warren, la sindaca, si difende dalle accuse scaricando le responsabilità sullo Stato di New York: sostiene che non poteva fare nulla perché dal 2015 la competenza per i casi di cittadini morti mentre sono nelle mani della polizia è dell'Attorney General dello Stato. Lo scaricabarile non la salva dalla contestazione di BLM, con disordini attorno al municipio e arresti. Alla fine la Warren decide di sospendere i sette poliziotti intervenuti il 23 marzo contro l'opinione del consiglio comunale e pur consapevole che il loro sindacato la denuncerà, convinto che gli agenti non hanno commesso reati nè errori gravi. Ora la parola passa all'Attorney General, il capo della procura di New York. Letitia James, eletta due anni fa, è una star afroamericana del partito democratico: potenzialmente una Kamala Harris della East Coast. Il caso Prude la imbarazza: in un comunicato parla di tragedia, porge le condoglianze alla famiglia, dice che sta indagando, promette trasparenza. Ma Daniel è morto da 5 mesi e fino a ieri c'era solo silenzio.










