sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Donatella Mulvoni

Il Messaggero, 20 aprile 2025

A tre mesi esatti dall’inizio della presidenza Trump, i giudici si riconfermano il vero contrappeso all’espansione del potere esecutivo della Casa Bianca, sempre più nervosa per le sentenze che tentano di bloccarne l’agenda. Ieri la Corte Suprema si è espressa per fermare la deportazione di un gruppo di immigrati venezuelani, “Tren de Aragua” presunti membri di gang violente, nel carcere di massima sicurezza di El Salvador. Con un’ordinanza i nove saggi di Washington hanno sospeso l’uso dell’Alien Enemies Act del 1798, che la Casa Bianca ha invocato per espellere dagli Stati Uniti, e trasferire in paesi terzi, tutti gli illegali accusati di crimini. La legge, utilizzata l’ultima volta durante la Seconda Guerra Mondiale, conferisce al presidente il potere di disporre la detenzione e la deportazione di cittadini provenienti da nazioni “nemiche” senza seguire le regolari procedure.

Nello specifico, ieri i giudici si sono espressi su un gruppo di venezuelani incarcerati nel centro di detenzione di Bluebonnet in Texas. Il provvedimento, a cui si sono opposti Clarence Thomas e Samuel Alito, è comunque temporaneo e sarà in vigore “fino a nuovo ordine” della Corte. Il massimo tribunale americano ha così accolto il ricorso dell’American Civil Liberties Union che venerdì aveva contestato il fatto che il governo non avesse dato ai detenuti la possibilità di contestare la rimozione. All’inizio di questo mese, infatti, la Corte aveva stabilito che sarebbe stato possibile procedere alle espulsioni solo se fosse stato garantito un giusto processo. A seguito di questa ordinanza, i giudici federali in Colorado, New York e nel sud del Texas hanno vietato la rimozione dei detenuti fino a quando l’amministrazione non garantirà ai migranti di difendersi in tribunale. Nell’area del Texas a cui afferisce la struttura di Bluebonnet, però, non era stata emessa alcuna simile ordinanza. E proprio per questo era stato scelto questo carcere. Secondo quanto riportato da Npr, i legali di Aclu hanno inoltre sostenuto che fossero già pronti gli autobus che avrebbero trasportato gli uomini all’aeroporto.

La storica organizzazione aveva già intentato una causa per fermare l’utilizzo dell’Alien Enemies Act per l’espulsione di due venezuelani detenuti nella prigione texana, chiedendo di estendere lo stop a tutti gli immigrati a rischio. Da marzo l’amministrazione Trump ha trasferito oltre 200 presunti membri del cartello venezuelano in un carcere di El Salvador. Gli Stati Uniti hanno infatti firmato un memorandum di cooperazione con il presidente di El Salvador, Nayib Bukele per l’utilizzo delle carceri per la detenzione dei migranti. Un allineamento con le politiche trumpiane che frutterà al Paese 6 milioni di dollari. Hanno creato indignazione le immagini degli uomini rasati, in manette e ammassati nel carcere di massima sicurezza, in condizioni precarie.