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di Giovanna Branca

Il Manifesto, 1 aprile 2022

I dati di Mapping Police Violence. Un cittadino nero ha tre volte più probabilità di un bianco di essere la vittima. Zy’shonne Johnson, Ahmed Raslan, Charles Henry Calhoun: sono i nomi delle ultime tre vittime della violenza della polizia che appaiono fra i dati raccolti da Mapping Police Violence, organizzazione no profit che traccia appunto la violenza delle forze dell’ordine negli Stati uniti. Secondo il loro studio più recente, sono già 249 le persone uccise quest’anno - dati aggiornati al 24 marzo - mentre nel 2021 sono state 1.139.

Un anno fra i più letali ma in linea con la media nazionale dal 2013, che parla di circa 1.100 persone uccise dalla polizia ogni 365 giorni. Sempre l’anno scorso - emerge dallo studio - i cittadini neri assassinati dalle forze dell’ordine erano il 28% del totale, benché rappresentino solo il 13% della popolazione statunitense. In generale, i dati raccolti fra 2013 e 2022 evidenziano come un afroamericano abbia tre volte la probabilità di un bianco di restare vittima della violenza della polizia. Altra statistica sbalorditiva: fino al 2020, il 98,3% degli omicidi non ha dato luogo a incriminazioni per i poliziotti che li avevano commessi.

A quasi due anni dall’assassinio di George Floyd che ha portato nelle strade americane le proteste di Black Lives Matter, e la proposta dei suoi attivisti di tagliare i fondi alla polizia in quasi tutti gli stati Usa (con lo slogan defund the police), i numeri restituiti da Mapping Police Violence - e da un’analoga indagine del Washington Post pubblicata a febbraio - parlano anche di un Paese che, oltre a celebrare dei processi altamente pubblicizzati contro alcuni poliziotti, non ha in alcun modo fatto i conti con la piaga endemica della violenza poliziesca e di quella contro i cittadini e le cittadine neri. O come accade soprattutto nella contea di Los Angeles contro quelli più fragili come gli homeless: un’inchiesta di LAist rivela che una volta su tre in cui la polizia di Los Angeles fa uso della forza, è contro una persona senza fissa dimora.

“La scioccante regolarità degli omicidi - ha scritto su twitter il fondatore di Mapping Police Violence Samuel Sinyangwe - suggerisce che niente di sostanziale sia davvero cambiato per poter fermare la dinamica nazionale di violenza poliziesca. Dimostra che non stiamo facendo abbastanza, e che anzi la situazione sembra peggiorare anno dopo anno”.

Non solo: l’appello a tagliare i fondi della polizia si è in pochi mesi trasformato nell’invocazione opposta, re-fund the police (in linea con la proposta di budget presentata martedì da Biden: 17.4 miliardi per le forze dell’ordine federali, 1.8 miliardi allo Us Marshals Service per la cattura dei fuggitivi, 72 milioni per le azioni penali contro i crimini violenti, a fronte di soli 367 milioni per la riforma della polizia), benché i tagli ai fondi delle forze dell’ordine siano stati pochi, timidi e quasi subito cassati dalle amministrazioni locali che avevano provato a implementarli. Vittime di questa violenza, come sottolinea lo studio del Washington Post, sono a volte anche bambini: dal 2015 ne sono stati uccisi tre che avevano meno di 10 anni. L’ultimo caso risale proprio all’anno scorso, quando in Pennsylvania la piccola Fanta Bility (8 anni) si trovava fra gli occupanti di una macchina crivellata di colpi da tre poliziotti.

“Investire di più in un sistema che tutti sappiamo essere inadeguato è uno schiaffo in faccia a tutti coloro che hanno manifestato nell’estate 2020”, ha detto al Guardian Chris Harris, della Austin Justice Coalition. “Riflette una vera e propria mancanza di soluzioni ai nostri problemi. È sempre la stessa storia, anche se sappiamo che si tratta esattamente di ciò che continua a far del male e a uccidere le persone”.