di Matteo Cavallito
valori.it, 3 luglio 2019
Bank of America taglia per scelta "etica" i fondi alle carceri private che "ospitano" immigrati e detenuti. Un business miliardario travolto da enormi polemiche. Tagliare i fondi alle carceri private Usa che "ospitano" immigrati irregolari e detenuti comuni: è la svolta annunciata in questi giorni da Bank of America (Bofa). Un provvedimento destinato ad alimentare un dibattito politico sempre più acceso mettendo ulteriore pressione alle compagnie che da anni gestiscono il business della detenzione.
"In mancanza di ulteriore chiarezza giuridica e politica, e riconoscendo le preoccupazioni dei nostri dipendenti e degli azionisti, è nostra intenzione chiudere i nostri rapporti (con il settore, ndr)", ha dichiarato un portavoce della banca, ripreso dalla CNN. La decisione, riferisce Bloomberg, è frutto di un'analisi condotta dal comitato ESG (Enviroment, social, governance), chiamato a valutare l'impatto delle attività della banca in campo ambientale, sociale e di gestione di impresa. Una scelta "etica", insomma.
Secondo il Miami Herald, Bank of America aveva finanziato in passato la Caliburn International, l'unica azienda statunitense for profit a gestire centri per immigrati minorenni non accompagnati. Sostenuta con un prestito da 380 milioni e una linea di credito da 75 milioni, Caliburn gestisce un centro ad Homestead, in Florida, i cui residenti, tutti di età compresa tra i 13 e i 17 anni, sono aumentati dell'81% da febbraio fino a sfiorare quota 2.500.
Lo stop ai finanziamenti di Bank of America segue l'esempio di altri investitori che hanno detto addio al business della carcerazione privata. A marzo JP Morgan ha annunciato di aver chiuso i rubinetti del credito per GEO Group e CoreCivic, le due maggiori società del settore negli USA. Un provvedimento, ricorda Forbes, che ha impattato negativamente sul prezzo dei due titoli a Wall Street. In passato, altri operatori come hedge funds, fondi pensioni e università avevano già disinvestito dal settore.
La scelta di Bank of America avviene in un momento particolarmente caldo nella discussione politica sulla detenzione privata e sul fenomeno migratorio negli USA. Le polemiche sul centro di raccolta per immigrati irregolari di Clint, Texas, dove 250 bambini erano ospitati in pessime condizioni, e le tristemente note immagini di morte dal Rio Grande alimentano crescenti polemiche attorno alle politiche di Donald Trump. Il senatore e candidato alle primarie democratiche per le presidenziali 2020 Bernie Sanders è intervenuto duramente sulla questione promettendo, in caso di elezione, di "cancellare tutto ciò che Trump ha fatto per demonizzare e danneggiare gli immigrati".
La carcerazione privata negli Stati Uniti è stata introdotta ufficialmente nel 1983 con il primo contratto siglato dalla Corrections Corporation of America (CCA), azienda di Nashville, Tennesse, nota oggi come CoreCivic. Un anno più tardi un nuovo appalto viene affidato a GEO Group, una società di Boca Raton, Florida, che opera oggi anche nel Regno Unito, in Australia e in Sudafrica, dove gestisce un carcere da 3 mila posti a Makhado, vicino alla frontiera con lo Zimbabwe. Quotate a Wall Street fin dagli anni 90, e due società continuano a dominare il mercato a stelle e strisce. CoreCivic ha chiuso il 2018 con 1,84 miliardi di ricavi (contro gli 1,77 dell'anno precedente). Geo Group, nello stesso periodo, ha registrato un fatturato di 2,33 miliardi, 68 milioni di dollari in più rispetto al 2017.










