di Massimo Gaggi
Corriere della Sera, 4 luglio 2025
Donald ha nominato due suoi avvocati, Pam Bondi e Todd Blanche, ministro e viceministro. La stampa è stata attirata dalle prime vendette, come il licenziamento in blocco dei procuratori che avevano indagato su Trump, mentre quello che dovrebbe essere il tempio della Giustizia sta diventando il maxi ufficio legale personale del presidente. Weaponize: parola che significa trasformare qualcosa di normale in un’arma micidiale. Donald Trump l’ha usata negli anni delle sue incriminazioni e condanne per accusare Joe Biden di aver armato il ministero della Giustizia contro di lui. Eppure il presidente aveva scelto come ministro un magistrato stimato anche dai repubblicani, Merrick Garland, che, geloso della sua autonomia, aveva affidato il caso Trump a un procuratore indipendente.
Ma ora è Donald, abile nel sovrapporre la sua narrativa ai fatti, a fondere desiderio di vendetta e autoritarismo facendo del dicastero un’arma: ha nominato due suoi avvocati, Pam Bondi e Todd Blanche, ministro e viceministro. La stampa è stata attirata dalle prime vendette, come il licenziamento in blocco dei procuratori che avevano indagato su Trump, mentre quello che dovrebbe essere il tempio della Giustizia sta diventando il maxi ufficio legale personale del presidente. Forzature che hanno le loro conseguenze. Così, sotto la superficie, con meno clamore, avvengono cose che dovrebbero preoccupare chi pensa che Trump stia facendo cose gravi ma non senza precedenti e che le elezioni di midterm del 2026 potrebbero frenarlo. Pam Bondi minaccia i magistrati che intervengono sugli atti di governo sostenendo che chi contrasta l’agenda politica del presidente si pone contro la legge.
Ai giornalisti, che Trump vorrebbe vedere licenziati e la ministra dell’Interno Kristi Noem incriminata, la Bondi ha tolto le protezioni, soprattutto quelle sulla riservatezza delle fonti, dell’era Biden. Ma, soprattutto, il ministero sta studiando la possibilità di incriminare penalmente i funzionari elettorali di Stati e contee. Nulla di concreto, si dirà. Ma minacce e intimidazioni si stanno rivelando armi politiche efficaci (vedi i tanti parlamentari moderati, dialoganti, che hanno lasciato il Congresso).
Trump semina paura (secondo lui strumento efficace di governo) anche facendo scomparire il senso del limite: Jared Wise, un ex Fbi che il 6 giugno 2021 fu tra i trascinatori dell’assalto al Congresso, processato per aver incitato i rivoltosi a uccidere i poliziotti del Campidoglio, da lui chiamati Gestapo, è stato perdonato da Trump. E ora entra nel ministero della Giustizia: consigliere di Ed Martin, capo della task force creata per le vendette nei confronti di quella che Trump chiama “la magistratura armata di Biden”.











