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di Sara Volandri


Il Dubbio, 26 ottobre 2020

 

La denuncia dell'ong "American civil liberties union". A tre anni dalla stretta dell'amministrazione Trump sull'immigrazione clandestina, sono ancora 545 i bambini rimasti soli negli Usa dopo il rimpatrio dei loro genitori, in seguito al tentativo di varcare la frontiera tra Messico e Stati Uniti. Bambini separati a forza e affidati alla poco accurata custodia delle autorità. È quanto emerge da una denuncia depositata dall', una delle Ong che sta cercando di ricongiungere i minori alle loro famiglie, che non hanno più loro notizie da due o tre anni.

Nella fretta di applicare la nuova politica di tolleranza zero inaugurata ufficialmente nell'aprile 2018 (ma di fatto avviata l'anno prima con un progetto pilota riservato), molti adulti erano stati respinti in Messico senza che le loro generalità fossero registrate. Nel frattempo, i loro figli erano rimasti nei centri di detenzione in territorio statunitense. E, in mancanza di elementi per localizzare i loro genitori, a centinaia restano ancora negli Stati Uniti, presso famiglie affidatarie o lontani parenti. La politica di separazione dei bambini dalle famiglie era stata interrotta da Donald Trump con un ordine esecutivo nel giugno 2018 in seguito all'ondata di indignazione internazionale (e - pare - le pressioni della first lady). Nel frattempo, ricostruì il quotidiano britannico Guardian, in un'inchiesta, 2.300 minori di età inferiore ai 12 anni erano stati allontanati dai loro genitori, senza sapere se e quando li avrebbero mai rivisti.