di Giuseppe Sarcina
Corriere della Sera, 11 dicembre 2020
L'amministrazione di Donald Trump conferma l'esecuzione della condanna a morte di cinque detenuti, stabilita dai tribunali federali. Negli ultimi 130 anni la massima pena era stata sospesa nel periodo di transizione tra un presidente e l'altro. Finale di partita con il boia di Stato. L'amministrazione di Donald Trump conferma l'esecuzione della condanna a morte di cinque detenuti, stabilita dai tribunali federali. Negli ultimi 130 anni la massima pena era stata sospesa nel periodo di transizione tra un presidente e l'altro. Ci voleva Trump per interrompere anche questa consuetudine istituzionale.
Negli Usa la pena di morte è ancora in vigore in 29 Stati su 50. A livello federale è stata ripristinata il 25 luglio 2019 dal ministro della Giustizia, William Barr che ha interrotto una moratoria durata 16 anni. Da notare che i giudici nominati dal governo di Washington possono comminare la punizione estrema solo per un ambito ristretto di reati: alto tradimento; attentati contro il presidente, omicidi di difficile attribuzione territoriale o, infine, crimini collegati al traffico di droga. Ebbene, nel 2020, in tutto il Paese sono state eseguite 12 sentenze: sette nel totale dei 29 Stati e cinque su ordine del Dipartimento di Giustizia. Come si vede, dunque, le proporzioni non tornano. In tutto il territorio nazionale è in corso la tendenza a rallentare le esecuzioni: sette è il numero più basso degli ultimi 37 anni. L'amministrazione Trump, invece, accelera: cinque è la quota più alta dal 1976, l'anno in cui la Corte Suprema stabilì che la pena di morte "non è contraria" alla Costituzione americana. Non basta. Barr ha annunciato che da qui al 20 gennaio sono in programma altre cinque esecuzioni. In totale, dunque, diventerebbero 10 e per trovare una cifra del genere bisogna risalire al 1896.
Da sempre Trump evoca il patibolo come il miglior deterrente anti crimine. In realtà le statistiche mostrano che i reati più gravi si sono quasi dimezzati dagli anni Novanta a oggi. Ma qui c'entra soprattutto la politica. Trump vuole marcare la differenza tra la sua dottrina "law and order" e la "debolezza" di Joe Biden che ha annunciato di voler bloccare tutte le esecuzioni federali.











