Adnkronos, 19 marzo 2015
È avvenuta la notte scorsa in Missouri l'esecuzione di un uomo di 74 anni che aveva una grave lesione cerebrale. Cecil Clayton, condannato a morte quasi 20 anni fa per l'omicidio di un vice sceriffo, era il detenuto più anziano del braccio della morte di Bonne Terre ed stato dichiarato morto alle 9.21 di sera ora locale, otto minuti dopo che gli era stata somministrata l'iniezione letale. L'esecuzione era inizialmente fissata per le sei del pomeriggio, ma è stata ritardata di oltre tre ore dopo che gli avvocati di Clayton hanno presentato un appello in extremis alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che non è stato accolto. Come non è stata accolta la richiesta di grazia presentata al governatore Jay Nixon, un democratico. "Il mondo non sarà più sicuro dopo l'esecuzione del signor Clayton", ha dichiarato Elizabeth Unger Carlyle, uno degli avvocati che si sono battuti fino all'ultimo sostenendo che il condannato, che aveva riportato un danno permanente al cervello a seguito di un incidente in una segheria avvenuto nel 1972, non era in grado di comprendere né il crimine né la punizione inflitta.
Per Carlyle l'esecuzione di Clayton è quindi una violazione delle leggi federali e statali "è della dignità umana di base". Negli appelli presentati nel tentativo di fermare l'esecuzione, i legali di Clayton hanno presentato la perizia di tre diversi esperti che definivano il condannato "legalmente incapace" con un quoziente intellettivo che lo classificava come intellettualmente disabile.
Ma la Corte Suprema dello Stato ha contestato questa classificazione e non ha concesso un'udienza per valutare la capacità mentale del condannato. "Non era in grado di capire quello che veramente succedeva, rispondere o persino comprenderlo in modo razionale, non era la persona che doveva essere messa a morte", ha concluso l'avvocato Carlyle, spiegando, anche con l'uso di radiografie, che "aveva un buco sul lobo frontale, quello che controlla gli impulsi e il ragionamento".










