di Massimo Gaggi
Corriere della Sera, 20 dicembre 2019
Negli Stati Uniti si moltiplicano i cosiddetti "gun sanctuaries" per eludere le norme federali o statali contro la diffusione delle armi, una ricetta per la promozione del caos secondo il "Washington Post". Il clima politico infuocato dell'America con la contrapposizione totale tra progressisti e conservatori alimenta anche fenomeni pericolosi in tema di diffusione delle armi da fuoco: la moltiplicazione dei cosiddetti gun sanctuaries, città e contee nelle quali le assemblee elettive impegnano le autorità locali a non applicare eventuali norme contro la diffusione delle armi varate a livello federale o dai governatori degli Stati.
Di movimenti a difesa del Secondo emendamento della Costituzione americana, quello che garantisce ai cittadini il diritto di armarsi, ce ne sono da tempo parecchi negli Stati Uniti: hanno cominciato alcune contee dell'Illinois, imitate da comunità del Texas, della Florida, del Colorado, del Tennessee e del New Mexico.
Ma la spinta a giocare d'anticipo contro ogni possibile intervento restrittivo sulla diffusione di armi spesso di una potenza micidiale (gli americani hanno 300 milioni di fucili e pistole, quasi uno per abitante, in media) è venuta nelle ultime settimane dalla Virginia dove molti rivendicano anche il diritto di creare una milizia per difendere il diritto di armarsi. Difendersi da chi?
Non è chiaro, ma l'indiziato è il governatore democratico Ralph Northam. Il suo progetto di introdurre nuovi controlli sulla diffusione delle armi e di limitare la capacità dei caricatori di quelle semiautomatiche ha preso consistenza a novembre quando, per la prima volta da un quarto di secolo, in Virginia sono state elette maggioranze democratiche tanto alla Camera quanto al Senato.
La mobilitazione del "popolo del Secondo emendamento" è stata vasta e immediata: in appena 43 giorni, 86 delle 95 delle contee della Virginia hanno deciso di trasformarsi in "santuari delle armi". Senza nemmeno una sollecitazione della Nra, la potente lobby delle armi.
Così oggi a un passo dalla capitale si diffonde un movimento di vigilanza che, benché privo di autorità legale, chiede ai poteri locali di porsi al di sopra delle leggi: una ricetta per la promozione del caos, secondo un allarmato editoriale del Washington Post. Una ricetta difficile da smontare per i democratici che, da quando Trump è presidente, hanno a loro volta creato "città santuario" che non cooperano con le autorità federali dell'immigration per deportare i clandestini. La sostanza è ben diversa, ma il meccanismo è simile.










