di Massimo Basile
La Repubblica, 3 gennaio 2022
La città più ricca del mondo ha un carcere medievale: sebbene abbia la gestione più costosa d'America, è sovraffollato e violento. I secondini non hanno più il controllo di molte aree. Assumere nuove guardie risolverebbe il problema, ma nessuno vuole andarci a Rikers Island. E questo è un problema. Nella città d'acciaio c'è un'isola penitenziario rimasta al Medioevo: le guardie carcerarie si danno per malate. Sette, il giorno di Columbus Day, hanno chiamato il numero delle emergenze, denunciando dolori al petto, palpitazioni, malanni alle gambe.
Uno ha mostrato il bastone per confermare la sua improvvisa disabilità. Il 28 ottobre su 572 dipendenti in organico in uno dei dieci edifici che ospitano più di quattromila detenuti, 17 erano assenti dell'ultimo momento, 117 in congedo pagato a lungo termine e 136 "malati a tempo indeterminato", cioè assenti per oltre trenta giorni. Alla fine, per coprire i 362 turni c'erano solo 302 guardie. A Rikers, che dista venti minuti di macchina da Central Park, non ci vuole andare nessuno, non solo i detenuti, quasi nessuno finito lì per scontare pene lunghe, per lo più persone con problemi mentali o talmente povere da non potersi pagare la cauzione. Quelli che sembrano sospetti, probabilmente sono innocenti, e quelli che sembrano innocenti devono guardarsi le spalle. I controllati hanno preso il sopravvento sui controllori. Soprattutto i membri delle gang criminali.
Molti detenuti gestiscono alcune aree di Rikers, dove nei primi nove mesi del 2021 si è registrata una media di 38 aggressioni al giorno. Nell'ultimo anno sono morti sedici detenuti, tra "cause naturali", pandemia e violenze, e migliaia rimasti feriti. In alcuni edifici, ha raccontato il New York Times in un lungo reportage, le celle restano aperte di notte, per cui è consigliabile dormire con un occhio aperto. E quando non si viene accoppati, o infilzati da un bisturi, si può morire in molti altri modi.
Jason Echevarria si è ucciso ingoiando il detersivo in polvere dato ai detenuti per pulire le celle. Bradley Ballard, affetto da schizofrenia, è morto in isolamento dove non aveva potuto prendere i farmaci di cui aveva bisogno. Jerome Murdough, senza tetto finito a Rikers per aver sconfinato in un'area riservata, è morto per la troppa esposizione al calore. La cella dove era stato rinchiuso aveva una temperatura di quasi quaranta gradi, e lui aveva preso farmaci che ne aumentavano la sensibilità al caldo.
Rikers vive nelle canzoni di Lana Del Rey, dei rapper, nei video giochi alla Tom Clancy, negli episodi della serie tv "Law and Order", ma quello che non dicono è che il solo arrivare nell'isola, attraversando in auto il ponte d'acciaio del Francis Buono Bridges, anche solo come visitatore, ti fa sentire un criminale. Gli edifici in mattoni rossi che guardano l'East River sembrano disabitati, ma poi qualcuno fa capolino dalle finestre. In lontananza può capitare di scorgere un detenuto, con il volto insanguinato, venire portato via dalle guardie.
Rispetto a tre anni fa gli episodi di violenza sono aumentati di quasi sei volte. Rikers sta vivendo la più grave crisi da quando negli anni '90 ci fu un'epidemia di crack. Eppure fa parte del distretto carcerario più costoso d'America: per mantenere il sistema penitenziario di New York, i contribuenti pagano una media di circa 400mila dollari l'anno a detenuto, sei volte più della media nazionale. Al secondo posto, tra le grandi città, c'è Miami con 107mila.
"Rikers Island è un imbarazzo nazionale e l'abbiamo ignorato", ha detto il nuovo sindaco di New York, Eric Adams. I consiglieri del suo predecessore, Bill de Blasio, avevano sollevato il problema nel 2017, ma non è stato fatto niente. La gestione del personale è in mano ai sindacati, che non hanno vincoli. Alcuni agenti, risultati ufficialmente a riposo per malattia, sono stati trovati a fare i fornai. Sette guardie sono state accusate di aver preso bustarelle per portare in cella droga, lame e cellulari. Nel 2019 il consiglio municipale di New York ha votato la cessazione di Rikers Island nel 2026, ma probabilmente la chiusura slitterà. Fino allora ci saranno altre violenze, di cui molti non avranno voglia di raccontare. O non potranno più farlo.









