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La Repubblica, 11 maggio 2025

La denuncia di Human Rights Watch. Sulla base di numerosi resoconti dei media che citano funzionari statunitensi, l’amministrazione Trump pronta a deportare un numero imprecisato di migranti reclusi in USA. Il governo degli Stati Uniti trasferisce con la forza i migranti in Libia, dove le condizioni di detenzione disumane sono ormai note e ben documentate, tra torture, maltrattamenti, aggressioni sessuali e uccisioni. Lo denuncia Human Rights Watch. Sulla base di numerosi resoconti dei media che citano funzionari statunitensi, l’amministrazione Trump potrebbe essere pronta a deportare a breve in Libia un numero imprecisato di migranti, detenuti negli USA.

Il pronunciamento di un giudice. Un giudice statunitense ha stabilito che il governo non può procedere immediatamente alla deportazione di persone in Libia. Il governo di unità nazionale (GNU) con sede a Tripoli e il suo ministero degli Esteri hanno rilasciato dichiarazioni che negano le notizie di un accordo con l’amministrazione Trump.

In molti confutano un probabile accordo. Anche i suoi rivali, le Forze armate arabe libiche (LAAF) con sede nell’Est, e il ministero degli Esteri affiliato hanno rilasciato dichiarazioni che confutano le affermazioni di un accordo. Alla domanda sui piani, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto: “Non lo so - ha detto Hanan Salah, direttore associato per il Medio Oriente e il Nord Africa di Human Rights Watch - è distopico. Imporre a un Paese fratturato come la Libia una storia ben documentata di condizioni orribili di detenzione”. Sapendo benissimo - c’è da aggiungere - dell’esistenza di bande armate di criminali, finora impuniti, che accolgono e svolgono il ruolo di secondini sfruttatori dei detenuti.

I maltrattamenti dei migranti in Libia sono noti. I centri di detenzione libici sono fosse infernali dove i rifugiati non hanno nessun diritto e nessuno cui rivolgersi per avere un minimo di tutela e protezione. I documenti del Tribunale dicono che i funzionari dell’amministrazione Trump hanno dato ai detenuti detenuti in un centro in Texas un avviso orale e, in almeno un caso, documenti da firmare per notificarli della loro espulsione in Libia. Includono cittadini delle Filippine, Vietnam, Laos e Messico.Human Rights Watch ha documentato per due decenni condizioni disumane e gravi abusi nei centri di detenzione per migranti e nelle carceri in Libia.