di Paolo Giordano
Corriere della Sera, 25 gennaio 2025
Così inizia “l’età dell’oro” dell’America: con la fotografia di un gruppo di persone in catene. Un’istantanea del mondo che verrà, dove le azioni peggiori delle politiche antimigratorie non si fanno più nell’ombra: vengono esibite invece, in onore del “buon senso comune”. È un passo avanti importante nell’agenda del sovranismo, perché il post di ieri non è di un fanatico suprematista in acido ma dell’account X ufficiale della Casa Bianca. La rivendicazione istituzionale della brutalità. La fotografia ci indigna. Ma la nostra indignazione non è che uno sbuffo di vapore, dura meno del post. D’altra parte non c’è tempo. Qualche giorno fa era Elon Musk con il braccio teso, oggi sono le catene, domani chissà. Non si sa quando fermare l’attimo.
E di cosa dovremmo parlare prima? Della ridicolizzazione di dieci anni di sforzi ambientali? Di cosa comporterà smontare l’Oms a quattro anni da una pandemia da milioni di morti? Delle nuove minacce militari a cui siamo improvvisamente esposti? Oppure della marginalizzazione istantanea di intere comunità? Ogni fascicolo avrebbe bisogno di ore e ore di dibattito ma gli ordini esecutivi sono stati firmati a raffica in un mezzo pomeriggio. Con tanta rapidità cambia il paesaggio. Lo spirito della seconda legislatura Trump è chiarissimo: scassare tutto, in fretta. Ed essere “unapologetic” nel farlo. Un leader gioiosamente disinibito. Elogio della sfrenatezza. Andrà avanti. La soglia della nostra incredulità verrà superata innumerevoli volte. E gli sbuffi innocui della nostra indignazione, le tempeste nei nostri bicchieri social non faranno che alimentare il processo. Perché vorranno dire più engagement, ancora più potere. Cosa vogliamo essere in mezzo a tutto questo?
L’Europa è stordita, ma almeno in quanto italiani possiamo domandarcelo. Siamo davvero pronti ad accogliere un modello di società come quello che i nuovi Stati Uniti stanno presentando, in nome delle nostre relazioni bilaterali privilegiate? Braccia alzate e catene incluse? Quanto ci assomigliano quei post? La decisione va presa. È uno di quei momenti della storia. Accade adesso. Passato il tempo di rispondere colpo su colpo, di ingrassare l’algoritmo, è arrivato il tempo del quadro complessivo, dei fondamentali. Il tempo del paesaggio. Il bello di vivere nell’epoca delle intelligenze artificiali e della realtà aumentata è che si possono inventare tutti i paesaggi che si vogliono. Quello della nuova età dell’oro americana lo abbiamo capito. Forse, da questa parte dell’oceano, ne desideriamo uno diverso.









