di Francesco Giambertone
Corriere della Sera, 23 agosto 2019
Ma come funziona nel mondo? Gli Stati Uniti concedono la cittadinanza ai figli di stranieri nati sul territorio, ma il presidente vorrebbe cancellarlo. Tra diritto "di suolo" (in Brasile e Canada) e "di sangue" in Italia e Giappone, esistono anche molte vie di mezzo. È uno dei capisaldi della storia americana, ma ora Donald Trump vuole abbatterlo. O almeno questa è l'idea del presidente sullo Ius soli, ossia il "diritto del suolo" vigente in alcuni Paesi che permette a chi vi nasce di ottenere la cittadinanza sin dalla nascita, indipendentemente da quella dei genitori: "Stiamo valutando seriamente di toglierlo - ha detto Trump ai giornalisti - questo diritto è una cosa ridicola". Ma come funziona e quali sono i Paesi che lo applicano?
Ius soli e Ius sanguinis - Lo Ius soli è stato introdotto storicamente dal sistema giuridico britannico, al contrario dello Ius sanguinis, che deriva dall'ordinamento romano. Lo Ius soli incondizionato (senza restrizioni) esiste in quasi tutti i Paesi del continente americano, mentre è raro altrove. Quasi tutti gli Stati d'Europa, Asia, Africa e Oceania basano il diritto di cittadinanza sullo Ius sanguinis, secondo il quale viene trasmessa dai parenti e non dal luogo di nascita, oppure su versioni "temperate" dello Ius soli, che danno la cittadinanza alla nascita in modo automatico solo a determinate condizioni.
Chi applica lo Ius soli incondizionato: Brasile, Canada e Usa - Lo Ius soli senza restrizioni è applicato - tra gli altri - in Argentina, Brasile, Canada, Cile, Ecuador, Messico, Pakistan, Perù, Uruguay, Venezuela, e appunto Stati Uniti, terra d'immigrati, dove lo Ius soli è un cardine storico. La "clausola sulla cittadinanza" nel 14esimo emendamento della costituzione Usa, approvato allo scopo di garantire i diritti degli ex schiavi, dice che "tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti (...) sono cittadini degli Stati Uniti". Una decisione della Corte Suprema permette al governo di negare la cittadinanza solo in caso in cui si tratti di figli di diplomatici o di bambini nati da genitori facenti parte di forze nemiche d'occupazione.
Le forme di Ius soli "ristretto": dalla Francia alla Germania - Sono molti i Paesi dove viene applicato uno Ius soli "ristretto", che richiede che almeno uno dei due genitori del neonato sia cittadino o abbia ottenuto la residenza permanente nello Stato in questione al momento della nascita del bambino. In Francia, ad esempio, serve che almeno un genitore sia cittadino oppure nato in Francia (o in un territorio d'oltremare), ma il figlio può acquisire la cittadinanza ai 18 anni se dagli 11 in poi ne ha vissuti almeno 5 nel Paese. In Germania, dove fino al 2000 vigeva un pieno Ius sanguinis, ora si può ottenere la cittadinanza alla nascita se almeno un genitore ha un permesso di soggiorno permanente. E funziona in modo simile (con molte varianti) in Spagna, Regno Unito, Portogallo, Irlanda, Grecia, Iran, Australia e altri Paesi. L'India e Malta, dove esisteva lo Ius soli, lo hanno entrambe abolito. Mentre Israele fa storia a sé: a Tel Aviv la cittadinanza, regolata da atti dei primi anni Cinquanta come la Legge del Ritorno, può essere ottenuta appunto per "ritorno" (per tutti gli ebrei stranieri intenzionati a trasferirsi), per residenza (per gli arabi dell'ex mandato britannico), per discendenza (Ius sanguinis) e anche per Ius soli (purché il bambino non abbia un'altra cittadinanza).
L'Italia e la cittadinanza per discendenza - L'Italia, dove a lungo si è dibattuto sull'introduzione dello Ius soli, nell'articolo 1 della legge 91/92 stabilisce che è cittadino per nascita il figlio di padre o madre cittadini italiani. Si tratta dello Ius sanguinis, anche se in Italia esiste una forma particolare di Ius soli: uno straniero nato in Italia che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino ai 18 anni, può richiedere la cittadinanza italiana per naturalizzazione (ne è un esempio Mario Balotelli, nato a Palermo da genitori ghanesi, ma il cui affido non fu mai tramutato in adozione e perciò dovette aspettare). Lo Ius sanguinis è spesso applicato anche nei Paesi dove sono in vigore forme di Ius soli (i due diritti non si escludono) e anche per la nascita fuori dal territorio dello Stato. Il Regno Unito, ad esempio, li ha entrambi: un cittadino britannico (non per discendenza ma ad esempio naturalizzato) passa la cittadinanza al figlio nato all'estero, per una generazione. Lo applicano in via esclusiva - tra i tanti - il Giappone, la Corea del Sud, l'Austria e la Russia.









