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di Anna Guaita


Il Messaggero, 17 novembre 2019

 

Ne parlava da vari mesi, ma i capi del Pentagono si erano detti contrari e avevano tentato di dissuaderlo: "Daremmo un cattivo esempio" avevano sostenuto. Donald Trump ha deciso di non dar loro retta e ieri ha annunciato la grazia per tre militari accusati di aver commesso crimini di guerra. Si tratta del tenente dell'esercito Clint Lorance, del Navy Seal Edward Gallaher e del maggiore dei Berretti Verdi Matt Golsteyn.

Lorance era in prigione da sei anni, condannato a 19 anni per aver dato ordine al suo plotone in Afghanistan nel 2012 di sparare contro tre giovani in motocicletta che si sono poi rivelati disarmati. Due dei tre giovani erano rimasti uccisi.

Gallagher, assolto dall'aver ucciso un combattente Isis prigioniero in Iraq nel 2017, è finito in prigione per essersi fatto fotografare accanto al cadavere. Golsteyn ha confessato in tv nel 2016 di aver ucciso nel 2010 in Afghanistan un terrorista che era stato rilasciato e che lui temeva sarebbe tornato a costruire bombe.

Il processo contro Gosteyn si doveva tenere il prossimo febbraio, e sul capo gli pendeva una condanna all'ergastolo. Ora tutti e tre gli uomini sono liberi, riprendono il grado che avevano nei rispettivi corpi prima dei processi e sono estremamente grati a Trump. La Casa Bianca ha chiarito che "in quanto comandante in capo, il presidente è il responsabile ultimo per l'attuazione della legge e, quando appropriato, per la concessione del perdono".

Con la grazia, si sottolinea, si vuole "dare una seconda opportunità". Trump aveva varie volte sostenuto: "Quando i soldati combattono per il nostro Paese, bisogna dar loro la fiducia per farlo".

Lo scorso 12 ottobre, mentre stava studiando il caso di Golsteyn aveva twittato: "Matthew è un Berretto Verde altamente decorato che viene processato per aver ucciso un talebano che produceva bombe. Noi addestriamo i nostri ragazzi a uccidere e poi li processiamo quando uccidono!".

La decisione del presidente ha però riscosso le critiche della American Civil Liberties Union: "un messaggio di disprezzo per la legge, la moralità, la giustizia militare, e per tutti coloro che nelle forze armate rispettano la legge". Anche al Pentagono non sono soddisfatti di questo passo. I tre uomini erano stati o dovevano essere giudicati da tribunali militari, che si sono così visti surclassati o ignorati.