La Repubblica, 3 ottobre 2019
L'amministrazione Trump ha pronto un sistema per raccogliere e conservare i dati genetici degli immigrati entrati clandestinamente nel Paese. Insorgono le associazioni dei diritti civili. Il governo americano vuole prendere il Dna di tutti i migranti entrati illegalmente negli Stati Uniti. Il piano è stato svelato da alti funzionari dell'amministrazione Trump. Il Dipartimento della sicurezza interna (Dhs) sta lavorando su un programma che permetta di raccogliere le informazioni genetiche degli immigrati e di registrarli in un database dell'Fbi chiamato Codis che raccoglie milioni di profili di persone arrestate o riconosciute colpevoli di delitti o di crimini. Dati che potranno essere utilizzati anche da altre agenzie federali.
Alcuni responsabili del Dhs hanno detto che questa politica permetterebbe di dare agli agenti di frontiera una idea migliore della situazione dei migranti detenuti. "Questo permetterà - dicono al Dhs - di migliorare la nostra capacità di identificare una persona che prova ad entrare illegalmente nel Paese ed aiuterebbe anche altri organismi". Il fatto di prendere e tenere i dati del Dna di persone detenute ma non condannate ha scatenato le associazioni per i diritti civili. "Non è una lotta alla criminalità ma un controllo della popolazione, cosa contraria alle nozioni basilari di libertà", ha scritto la Aclu in un comunicato.
Secondo l'amministrazione, però, il tutto è reso lecito da dei regolamenti del ministero della Giustizia del 206 e del 2010 che non sono mai stati attuati. Già da qualche mese le guardie di frontiera fanno dei test rapidi ai migranti in transito, soprattutto per confermare i rapporti familiari dichiarati. Ma il programma previsto permetterà di recuperare molte più informazioni e soprattutto di conservarle.









