di Anna Lombardi
La Repubblica, 13 dicembre 2021
Tra le vittime dell'agenzia federale che vigila sulla sicurezza delle frontiere e dipende dall'Homeland Security anche la premio Pulitzer Martha Mendoza. Almeno 20 giornalisti spiati in America da un'unità segreta della Customs and Border Protection, l'agenzia federale che vigila sulla sicurezza delle frontiere e dipende dall'Homeland Security: il Dipartimento per la sicurezza nazionale. Lo rivela un'inchiesta condotta dell'agenzia di stampa Associated Press e da Yahoo News: che sono entrati anche in possesso di un rapporto di circa 500 pagine redatto da una unità speciale chiamata Counter Network Division. Proprio questa avrebbe usato banche dati governative finalizzate alla lotta al terrorismo per indagare su alcuni reporter che lavorano negli Stati Uniti: compreso un premio Pulitzer della stessa AP, la giornalista Martha Mendoza che con una sua celebre inchiesta aiutò a liberare 2mila pescatori costretti a lavorare in condizioni di schiavitù in Indonesia.
Non solo: l'operazione chiamata Whistle Pig - maiale che fischia, sì, ma in realtà è una marca di whiskey - avrebbe preso di mira anche alcuni membri del Congresso e i loro staff. A Yahoo News lo ha svelato Jeffrey Rambo, un ex agente federale che ha ammesso di aver fatto quei controlli nel 2017. Sostenendo, però, che l'operazione è di routine: "Quando arriva un nome sulla tua scrivania devi costruire un dossier e sapere tutto quello che fa. E per farlo utilizzi tutti i sistemi cui hai accesso, senza distinzioni".
Le rivelazioni sono state accolte con estrema preoccupazione dai media americani e numerose testate stanno chiedendo spiegazioni: "Si tratta di un abuso di potere" ha detto senza troppi giri di parole Lauren Easton, direttore delle relazioni con i media di AP, affermando che "si è indagato su questi giornalisti semplicemente perché facevano il loro lavoro. Siamo di fronte a una seria violazione del Primo Emendamento". All'Homeland Security non si sono però turbati più di tanto: "Le nostre operazioni di controllo, comprese quelle in oggetto, sono rigorosamente disciplinate da protocolli e pratiche consolidati. Non indaghiamo senza una base legittima e legale per farlo", hanno fatto sapere attraverso una dichiarazione scritta. Secondo AP, però, si tratta dell'ennesimo tentativo da parte delle agenzie federali di scoprire le fonti dei giornalisti. Una pratica formalmente proibita all'inizio di quest'anno dal ministro della Giustizia Merrick Garland (salvo limitate eccezioni): un provvedimento che ha di fatto annullato le politiche messe in pratica da quel dipartimento. La pratica, insomma, era nota: ma l'uso dei database rivelato da Rambo è invece una novità di cui non si sapeva nulla.









