di Massimo Gaggi
Corriere della Sera, 25 ottobre 2019
Trump di recente ha parlato dell'impeachment come di un colpo di Stato e si è detto vittima di un linciaggio: un termine off limits nella politica americana, dato che ha un significato più crudo di quello figurato diffuso da noi. "Domani mi compro un AR-15 (arma semiautomatica da assalto, ndr) perché se danno l'impeachment al mio presidente ci sarà un'altra guerra civile". Rob Drake, celebre arbitro del baseball americano ha subito cancellato questo suo tweet, ma il caso è esploso, anche perché i riferimenti sempre più frequenti alla guerra civile che dilaniò l'America a metà '800 stanno intaccando la diffusa convinzione che le istituzioni della democrazia Usa siano invulnerabili: abbastanza forti da resistere alle scosse di Trump e ad anni di paralisi politica, col Congresso bloccato fin dall'era Obama dal muro contro muro tra democratici e repubblicani. Un presidente che considera l'iperbole il suo linguaggio naturale alimenta questo clima fin da quando, due anni fa, difese i suprematisti bianchi che a Charlottesville si opponevano, anche in modo violento, alla rimozione della statua del generale sudista Robert Lee. Di recente ha parlato dell'impeachment come di un colpo di Stato e si è detto vittima di un linciaggio: un termine off limits nella politica americana, dato che ha un significato più crudo di quello figurato diffuso da noi.
Ma, che si tratti di effetto-Trump o che il presidente sia il prodotto del malessere diffuso nell'America "profonda", fatto sta che un clima da guerra civile cominciano a respirarlo in tanti: dal pastore battista (prontamente ritweettato da Trump) secondo il quale "l'impeachment creerà una frattura simile alla guerra civile dalla quale il Paese non guarirà mai" all'ex speaker della Camera Newt Gingrich per il quale "dal 1860 non siamo mai stati così vicini a una guerra civile culturale". E il conduttore tv della Fox Tucker Carlson elimina l'aggettivo culturale quando afferma che già un'eventuale legge contro la diffusione delle armi con un programma di buy back di quelle più pericolose "porterebbe a scontri armati". Il malessere di molti parlamentari repubblicani verso Trump è reale, ma sull'impeachment faranno quadrato perché altrimenti, avverte Hugh Hewitt, gli elettori li massacreranno. Hewitt, politologo reaganiano e presidente della Fondazione Nixon, è uomo di establishment, ma conosce come pochi la pancia dell'America grazie alla sua trasmissione radiofonica: "Per il 90% dei conservatori americani Trump non ha fatto nulla di illegale, i democratici cercano di inchiodarlo perché sanno che nel 2020 vincerà di nuovo".









