di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 14 ottobre 2024
Dalla libertà totale ai divieti più intransigenti: una panoramica globale delle norme che disciplinano l’eutanasia e il suicidio assistito. Ma la tendenza è quella della legalizzazione. Il quadro giuridico che regola il ricorso all’eutanasia attiva, all’eutanasia passiva e al suicidio assistito varia in funzione della legislazione del singolo Paese e va dall’autorizzazione totale a quella parziale fino al divieto assoluto, anche se la tendenza alla legalizzazione sembra avanzare un po’ ovunque. Attualmente sono nove gli stati che nel mondo autorizzano l’eutanasia attiva. Ecco la lista in ordine cronologico. Il primo paese ad averla legalizzata è l’Olanda con una legge approvata 23 anni fa, nel 2001. Nel 2023 il parlamento dell’Aja si è spinto oltre, varando una norma che permette di praticare l’eutanasia anche sui minori di 12 anni colpiti da malattie incurabili che causano una morte certa e imminente.
In Belgio l’eutanasia è consentita dal 2002 ed è disciplinata per i minorenni dal 2014. Il medico deve tuttavia accertare che la persona malata sia dotata di discernimento e cioè che sia capace di intendere e di volere e che soffra di una patologia che non si può curare. Il terzo Paese ad aver legalizzato l’eutanasia è il Lussemburgo nel 2009 stabilendo che il medico che la pratica non sia sanzionabile penalmente né che possa dare luogo a un’azione civile, anche se rimane vietata per i minori di 18 anni. Dal 2015, invece, sia il Canada che la Colombia (primo paese sudamericano in seguito alla pronuncia della Corte costituzionale) hanno adottato una legislazione che autorizza eutanasia e suicidio assistito anche per i malati non terminali.
Nel 2021 tocca al parlamento della Spagna stabilire che ogni persona maggiorenne e pienamente capace di intendere e di volere può richiedere e ricevere aiuto medico alla morte volontaria, purché sia completamente informato e consapevole delle implicazioni della propria richiesta e delle alternative possibili. La norma non vale per i cittadini stranieri. Sempre nel 2021 è il vicino Portogallo a depenalizzare eutanasia e suicidio assistito, anche se ci vorranno altri due anni di ricorsi e veti politici per approvare la legge in via definitiva. Nel 2024 è il turno della Corte costituzionale dell’Ecuador che, accogliendo il ricorso di una donna affetta da sclerosi laterale amiotrofica ha sancito lo scorso febbraio che un medico che abbrevia le sofferenze di un paziente incurabile non possa venire perseguito per omicidio.
C’è poi il caso dell’Australia: per quanto non ci sia ancora una legge federale che consenta il fine vita, cinque Stati su sei ad eccezione del Territorio del nord, consentono il ricorso all’eutanasia e al suicidio assistito. Ci sono poi altri Paesi che autorizzano la cosiddetta eutanasia passiva che si configura quando il personale medico interrompe delle cure che tengono il malato artificiosamente in vita. Nel 2020 la Corte di Karlsrhue in Germania ha annullato le norme che punivano il suicidio assistito, precisando che i malati hanno il diritto di morire in maniera autonoma, anche con l’aiuto di terzi. L’eutanasia attiva rimane vietata e chi la pratica può essere accusato di omicidio. Per il codice penale della Svizzera l’eutanasia attiva è un reato a tutto gli effetti mentre quella passiva è ammessa nella misura in cui non viene esplicitamente vietata. Il suicidio assistito invece è pienamente permesso se il paziente ha capacità di discernimento ma deve assumere la dose letale da solo, ossia senza l’aiuto di un medico, per questo ad assistere i malati sono membri di associazioni.
La Norvegia da parte sua vieta sia l’eutanasia che il suicidio assistito, tuttavia il paziente ha il diritto di rifiutare un trattamento medico se quest’ultimo non dà prospettive di guarigione. In Grecia è pienamente riconosciuta la volontà del paziente di rifiutare e interrompere il trattamento in qualsiasi momento. La legge tollera l’eutanasia passiva che presuppone il consenso del paziente e la certezza del verificarsi fisico della morte. Situazione simile in Ungheria dove la legge attualmente riconosce solo l’eutanasia passiva. In Austria, dal 1° gennaio 2022, il suicidio assistito è stato depenalizzato. Ciò è limitato ai malati gravi e terminali, essendo esclusi dalla normativa i minori. Infine negli Usa la Corte Suprema ha approvato l’eutanasia passiva, lasciando la legislazione ai singoli Stati. Cinque di essi consentono il suicidio assistito: Oregon, Washington DC, Montana, Vermont, California e Colorado.










