di Marco Cremonesi
Corriere della Sera, 6 maggio 2023
Giulia Bongiorno: nessun intento punitivo, ma le donne vanno difese. Giulia Bongiorno la chiama una “legge contro le inerzie fatali”. La presidente della Commissione Giustizia del Senato, notissima penalista, è la madre del cosiddetto “Codice Rosso”, la legge per la tutela delle donne dalla violenza domestica e di genere che l’altro giorno è stata integrata da Palazzo Madama con alcune nuove norme.
Senatrice, che cosa è “l’inerzia fatale”?
“E quella che provoca la morte di troppe donne, mentre le loro denunce giacciono sulle scrivanie di vari uffici”.
Ma la prima legge sul Codice Rosso non prevedeva un intervento del magistrato entro tre giorni?
“Sì, certo. Purtroppo, spesso il Codice Rosso non viene applicato correttamente. Per questo abbiamo introdotto il nuovo sistema di controlli”.
Secondo alcuni dati ben 15 donne su cento tra quelle che denunziano una situazione difficile finiscono ammazzate…
“È una sconfitta per lo Stato: soprattutto dopo anni di battaglie per spingere le donne a denunciare. La violenza è velocissima ad arrivare, la giustizia no. Anzi, spesso col tempo si verifica un’escalation di ferocia. Le denunce devono essere subito approfondite, per capire se esiste un pericolo immediato che impone di adottare misure cautelaci nei confronti dell’indagato, come il braccialetto elettronico o la custodia in carcere. Certo, non è facile: so bene che servono anche operatori, magistrati e agenti di polizia giudiziaria specializzati”.
Una parte delle opposizioni sostiene che il Codice Rosso abbia fallito...
“Il Codice Rosso non ha fallito. Ma anche la migliore delle leggi, se non viene applicata correttamente non produce effetti. Non c’è stato lo sprint che era lecito attendersi”.
Come mai, secondo lei?
“C’è un dibattito sul fatto che il termine dei tre giorni sia ordinatorio e non perentorio. Ci sono alcune interpretazioni secondo cui il legislatore avrebbe dato un termine solo orientativo... Io credo che, di fronte a un pericolo, la tempestività sia d’obbligo. Poi, comprendo che i magistrati siano pochi e oberati di lavoro, così come le forze dell’ordine. Ma si impone un sistema ancora più stringente e rigoroso”.
Dicono le opposizioni: le nuove norme sono punitive nei confronti della magistratura. Hanno torto?
“Ma certo. Se un magistrato è troppo impegnato, deve intervenire il procuratore capo, anche solo per una redistribuzione del carico di lavoro. Le nuove norme introducono controlli, non punizioni. Ricorda Giovenale? Quis custodiet ipsos custodes? Semplicemente, in caso di ritardo un procuratore capo può, senza obblighi, assegnare il fascicolo a un magistrato diverso dall’assegnatario originario”.
Il Pd, nel voto in Senato, si è astenuto. Delusa?
“Capisco che il Pd, che non ha votato la prima legge, si trovasse in difficoltà a votarne il rafforzamento. Ma i calcoli politici in questa materia sono insopportabili. Per quanto mi riguarda, sono pronta a votare il provvedimento di chiunque, se concordo sul merito. E del resto, il Codice Rosso lo avevo firmato insieme a Bonafede dei 5 Stelle. Quello che mi ha deluso, semmai, sono stati gli argomenti portati in aula. La verità è che il provvedimento non è stato votato perché veniva dal centrodestra”.
L’altra critica è: per essere incisivi su un problema come la violenza alle donne, sarebbe stato necessario un provvedimento più articolato e con le risorse necessarie almeno per il personale...
“Ma è ovvio che ci sono tante cose da fare, e credo che anche il governo si occuperà presto della materia. Oltre al numero inadeguato di magistrati e di agenti di polizia giudiziaria, ricordo la necessità di una formazione adeguata: la valutazione dell’imminenza di un pericolo per l’incolumità di una donna vittima di minacce e violenze richiede capacità professionali specifiche, mentre oggi la formazione è a macchia di leopardo. In ogni caso, non abbiamo mai detto che le nuove norme aboliscono improvvisamente la violenza di genere; di certo, però, contrastano uno dei problemi più odiosi: l’inerzia risultata troppe volte fatale”.










