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di Marzia Paolucci


Italia Oggi, 16 settembre 2019

 

Coinvolti Conferenza nazionale universitaria e Mingiustizia (Dap). Un protocollo unico per regolare i rapporti tra carcere e università. Interazione dunque sempre più efficace tra mondo universitario e mondo penitenziario: vi è dedicato il protocollo d'intesa sottoscritto lo scorso 11 settembre dal capo Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - Dap - del ministero della giustizia Francesco Basentini e dal presidente della Conferenza nazionale universitaria poli penitenziari (Cnupp) Franco Prina.

Attualmente si garantisce il diritto agli studi di detenuti e persone in condizioni di limitazione della propria libertà personale in 75 istituti penitenziari italiani dove i detenuti possono studiare da universitari. Nell'ultimo anno accademico l'hanno fatto in 800 iscritti alle 27 università sedi di Polo universitario penitenziario, di cui 743 detenuti, inclusi 223 in 42 bis e 53 in esecuzione penale esterna. Di durata triennale e tacitamente rinnovato in assenza di recesso di una delle parti da stipulare un mese prima della scadenza, l'accordo non comporta oneri economici né per il ministero né per l'università.

L'obiettivo è quello di avviare un confronto permanente per garantire a detenuti e persone in condizione di limitazione della libertà personale un accesso uniforme agli studi universitari. Firmato dal Dap e dall'istituita Conferenza nazionale universitaria poli penitenziari emanazione della Conferenza dei rettori delle università italiane, l'accordo richiama in premessa sia l'articolo 27 della Costituzione sia gli articoli 17 e 19 dell'ordinamento penitenziario.

L'uno in riferimento alla "partecipazione della comunità esterna all'azione rieducativa" e l'altro alla "agevolazione del compimento degli studi dei corsi universitari". L'accordo regolerà in maniera più omogenea i rapporti fra provveditorati dell'amministrazione penitenziaria e istituti da un lato e i singoli atenei dall'altro. Saranno elaborate linee guida e schemi di convenzioni per disciplinare uniformemente i rapporti fra i due enti convocando riunioni su specifiche tematiche per migliorare l'esercizio del diritto al proseguimento degli studi universitari.

L'intesa prevede anche 1' organizzazione comune di dibattiti e confronti pubblici per diffondere l'impegno delle due parti a garantire il diritto allo studio universitario e alla promozione di una cultura della pena ispirata ai principi costituzionali e rispettosa dei diritti di ognuno. Il personale dell'amministrazione penitenziaria potrà essere formato nell'ambito di iniziative e programmi di collaborazione tra la Cnupp e il Dap che prevedano anche l'iscrizione ai corsi universitari. Spazio anche a progetti di ricerca su tematiche di comune interesse e all'agevolazione di richieste di ricerca da parte delle università nel rispetto del particolare contesto detentivo oggetto di attenzione.

Alla firma del protocollo, insieme al presidente Prina dell'Università di Torino, erano presenti altri quattro componenti della Conferenza universitaria poli penitenziari: Marella Santangelo, professore associato in Composizione architettonica e urbana presso il Dipartimento di architettura dell'Università degli studi di Napoli Federico II, Francesca Vianello, ricercatrice di Sociologia del diritto, della devianza e del mutamento sociale dell'Università di Padova; Andrea Borghini, professore associato di Sociologia generale dell'Università di Pisa e il delegato rettorale per il Polo universitario penitenziario dell'Ateneo di Sassari, Emmanuele Farris.