di Liana Milella
La Repubblica, 14 febbraio 2021
La priorità? È la giustizia civile. L'emergenza? È la prescrizione. La neo ministra della Giustizia Marta Cartabia arriva in via Menula, e resta tre ore a colloquio con Alfonso Bonafede per il passaggio di consegne e incontra il capo di gabinetto Raffaele Piccirillo. Sul tavolo della ministra ci sono due questioni calde. Innanzitutto la priorità già indicata dal premier Mario Draghi, la riforma della giustizia civile, prodromica alla gestione del Recovery fund.
In secondo luogo, lo storico conflitto sulla prescrizione che si ripresenta alla Camera, già mercoledì, con gli emendamenti nel decreto Milleproroghe che puntano a mettere in freezer la riforma dell'ex Guardasigilli di M5S. Che farà Cartabia? Il dossier sulla legge che ha fatto cadere due governi e bruciato Bonafede, è sul suo tavolo. Lo studierà oggi e concorderà nei tempi necessari una linea con il Consiglio dei ministri. Nel frattempo non sono stati fermi i - da sempre - nemici della prescrizione.
Annibali di Italia viva, Costa di Azione, Sisto e Zanettin di Forza Italia, la Lega. Che stavolta però, divenuta ministra la Cartabia, si dividono tra di loro e cambiano strategia. Soprattutto i renziani. Tant'è che da giorni Maria Elena Boschi cerca di convincere chi ha presentato un emendamento anti-prescrizione a soprassedere almeno per adesso.
E chi, nel suo partito, lo ha firmato, come la responsabile Giustizia Lucia Annibali, autrice un anno e fa e oggi del "lodo" omonimo, dice: "Sarebbe bello se la prescrizione si bloccasse subito. Buttando via anche quel brutto lodo Conte-bis. Però mi sembra inopportuno mettere in difficoltà la ministra Cartabia, come commissione dovremmo aspettare prima le sue linee guida".
E ancora: "Non sarebbe un buon viatico per il governo se mercoledì si arrivasse alla prima spaccatura". Eh già. Perché né Enrico Costa, nemico storico della Bonafede, né Fi sono decisi a fare marcia indietro. Tant'è che, in una massiccia scrematura degli emendamenti per ragioni di tempo (il decreto scade a fine mese), hanno "segnalato" comunque quelli sulla prescrizione. Dice Costa: "È una questione di principio e di valori. Da ministro ho votato contro il ddl Orlando. Ora confermo la mia richiesta perché tutti insieme dobbiamo cancellare i danni di Bonafede e dei precedenti governi, dalla prescrizione alle norme inaccettabili sul processo penale".
E la Cartabia? "Ho grande fiducia sulla sua capacità di mediazione. Nessuno vuole creare problemi al governo, ma la maggioranza non è più Pd-M5S, sediamoci intorno a un tavolo e discutiamo". Allo stesso modo la pensa Fi, tant'è che Pierantonio Zanettin, ex laico del Csm, e il responsabile Giustizia Francesco Paolo Sisto, entrambi avvocati, confermano il loro emendamento che congela fino al 31 dicembre 20211a prescrizione di Bonafede. A questo punto la mina è nelle mani di Cartabia. Ma ovviamente M5S farà muro sulla Bonafede e il rischio è che la maggioranza si spacchi subito.











