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La Repubblica, 2 settembre 2019


Omar al Bashir è andato a processo il 18 agosto, un giorno dopo lo storico accordo tra militari e civili. Oggi il giudice ha formalizzato l'accusa per i capi imputati e la parola ora spetta alla difesa la prossima settimana. L'ex presidente e dittatore sudanese Omar al Bashir, deposto dall'esercito l'11 aprile dopo 30 anni di potere, è stato incriminato da un tribunale di Khartoum per possesso illegale di fondi stranieri e riciclaggio, ha affermato un giudice.

Le autorità "hanno sequestrato 6,9 milioni di euro, 351.770 dollari e 5,7 milioni di sterline sudanesi nella sua casa", ha dichiarato il giudice Al-Sadiq Abdelrahman. Bashir è detenuto dal giorno della sua destituzione ed è apparso in tribunale già due volte, occasioni in cui ha ammesso di aver preso 90 milioni di dollari dai sauditi, per giustificare i soldi trovati nella sua abitazione dopo l'arresto. In particolare oggi ha confessato di averne ricevuti 25 milioni dal principe saudita Mohammed bin Salman, specificando che non li ha mai usati per scopi personali. Tra i capi d'imputazioni non c'è quello del massacro dei manifestanti durante la rivoluzione che lo ha scalzato.