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di Giuseppe Crimaldi

Il Mattino, 19 maggio 2024

L’allarme dei Garanti: nella nostra regione già 5 i detenuti che si sono tolti la vita. E Poggioreale scoppia. L’ultimo caso risale appena a due giorni fa, quando nella sua cella di Poggioreale è morto - in circostanze che sono in corso di accertamento - un 39enne che aveva alle spalle problemi di tossicodipendenza. In Campania, dal 2024, si sono registrati cinque suicidi e, con l’ultimo caso, altrettante morti per altre cause, alcune da accertare. La nostra regione conta, fino al mese di aprile appena passato, 7573 reclusi sui 5645 posti disponibili nelle varie strutture, raggiungendo così il secondo posto per sovraffollamento in Italia, dopo la Lombardia che con 8944 detenuti su 5827 posti disponibili è maglia nera nazionale.

Vengono i brividi a leggere i numeri forniti ieri dal garante campano per i detenuti, Samuele Ciambriello, e dal suo omologo per la città di Napoli, don Tonino Palmese. Sono trascorsi due mesi dall’appello contro i suicidi in carcere - in relazione al quale il Presidente della Repubblica invitava la classe politica del nostro Paese ad adottare urgenti misure immediate per allentare il clima di tensione che si respira nelle carceri italiani - ma l’allarme resta.

Ciambriello ha evidenziato alcune proposte: l’approvazione urgente di misure deflattive del sovraffollamento, accesso a misure alternative per i detenuti, riordino del circuito della media sicurezza e l’importanza della “affettività” in carcere, aumentando telefonate e videochiamate, con più figure sociali di ascolto. “Voglio ricordare gli 83 morti in Italia - ha detto - di cui 37 per suicidio, e i quattro agenti che si sono suicidati dall’inizio dell’anno”.

Don Tonino Palmese, garante comunale di Napoli, ha evidenziato i dati relativi al carcere di Poggioreale: con 2067 detenuti e capienza di 1358 posti disponibili. L’indice di sovraffollamento è di 152,21 per cento. “Troppi i detenuti tossicodipendenti e malati di mente a Poggioreale - ha ricordato - Occorrono progetti di inclusione sociale, occorrono professionisti che curino malattie mentali, occorre un’equipe multidisciplinare”.

Toccato anche il tema della pena residua con 2706 detenuti in tale condizione. I reclusi tossicodipendenti, dichiarati dal garante campano Samuele Ciambriello, al 31 dicembre 2023, erano 1024 nella regione. Dati allarmanti anche per i minori detenuti, che sono aumentati in tutta Italia e Campania dopo l’applicazione a novembre del “decreto Caivano”. A Nisida sono presenti 66 giovani ristretti e ad Airola 29. Minorenni e giovani adulti in carico agli Uffici di servizio sociale, fino al 15 aprile 2024: Italia 16303 e Napoli 964.

Il primo nodo resta, insomma, il sovraffollamento. “Un dramma - continua Ciambriello - che si vince anche e immediatamente con misure alternative al carcere, per coloro che - per esempio - nella nostra regione, devono scontare una pena residua di 2 anni, e che sono ben 2706; e poi facendo uscire subito i 503 detenuti che devono scontare appena otto mesi di carcere. C’è bisogno subito, a Poggioreale, per i malati di mente, che sono più di 200, di un’unità operativa dipartimentale di salute mentale, un’equipe multidisciplinare con psichiatri, psicologi, educatori, infermieri, assistenti sociali. Insomma, come c’è un SERD, area penale per tossicodipendenti, deve esistere anche un’area operativa semplice di dipartimento di salute mentale, cosa tra l’altro prevista da una delibera della Regione Campania”.