di Ilaria Dioguardi
vita.it, 30 settembre 2026
Nei primi otto mesi del 2026 i decessi tra le persone detenute sono stati 184, in aumento rispetto ai 167 dello stesso periodo del 2025. Di questi, sono stati 49 i suicidi, il 55,1% di chi si è tolto la vita aveva tra i 25 e i 39 anni. Sono i dati dell’ultimo Report del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2026 il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria-Dap ha registrato 184 decessi, in aumento rispetto ai 167 dello stesso periodo del 2025, con una incidenza rispetto alla popolazione carceraria che passa dallo 0,27% allo 0,29%. A dirlo sono i dati del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale-Gnpl, che ha pubblicato il Report sui decessi in carcere riferito ai primi otto mesi del 2026, aggiornato al 31 agosto.
Il rapporto offre un’analisi sistematica del fenomeno, a partire dai dati tratti dagli applicativi del Dap. “Per interpretare correttamente i dati sui decessi, il report considera anche l’andamento della popolazione carceraria nel periodo di riferimento”, si legge. La presenza media di persone detenute è passata da 53.758 unità nel 2021 a 64.489 nel 2026, con un incremento del 20%. “Questo aumento, conseguenza di flussi di ingresso e uscita dal circuito penitenziario e l’applicazione di misure alternative alla detenzione, è un dato essenziale per contestualizzare l’evoluzione del numero di decessi e valutare l’incidenza del fenomeno sulla popolazione detenuta”. Il numero dei suicidi è leggermente calato: erano 53 nei primi otto mesi del 2025, sono 49 quest’anno. Il numero più elevato di eventi si registra nella fascia di età 30-34 anni, con 11 casi (22,44% del totale), seguono le fasce 25-29 anni e 35-39 anni, entrambe con otto casi: queste tre fasce d’età rappresentano il 55,1% di tutti gli eventi registrati.
Tasso più alto di suicidi tra le donne e le persone straniere - Delle 49 persone che si sono tolte la vita fino al 31 agosto 2026, 46 erano uomini e tre erano donne. Considerando una popolazione detenuta mediamente presente pari a circa 64.489 uomini e 2.855 donne, il fenomeno suicidario presenta un’incidenza dello 0,07% nella popolazione maschile e dello 0,11% in quella femminile. In particolare, l’incidenza tra le donne è pari a circa 1,6 volte quella registrata negli uomini, evidenziando una maggiore esposizione relativa al rischio suicidario.
I decessi nei primi otto mesi dell’anno, dal 2021 al 2026 (dal Report sui decessi in carcere del Gnpl) - Sono 27 le persone italiane che si sono tolte la vita e 22 quelle straniere. Rapportando tali dati alla popolazione detenuta mediamente presente, pari a 51.264 cittadini italiani e 20.341 cittadini stranieri, emerge che il fenomeno suicidario presenta un’incidenza proporzionalmente più elevata tra gli stranieri. In particolare, il tasso di incidenza risulta pari allo 0,11% nella popolazione straniera e allo 0,05% in quella italiana. Quasi la metà delle persone che si sono suicidate (44,90%) risultava avere una condanna definitiva. Si riconferma particolarmente alto l’indice di persone “in attesa di primo giudizio”, corrispondenti al 32,65% del totale.
In aumento i decessi per cause naturali, accidentali e da accertare - Dai dati del report emerge che, rispetto agli stessi mesi del 2025, aumentano i decessi per cause naturali, saliti da 76 a 88, e quelli accidentali, passati da due a otto. Nello stesso periodo sono stati registrati anche due omicidi, contro nessuno nel 2025. I decessi per cause da accertare sono 37, uno in più dello scorso anno, il valore più alto della serie storica 2021-2026. Rientrano in questa categoria i casi per i quali, al momento della rilevazione statistica, la causa del decesso non è ancora stata determinata con certezza, a motivo ad esempio della necessità di accertamenti medico-legali approfonditi oppure di indagini giudiziarie ancora in corso. Quando gli accertamenti si concludono in maniera ufficiale, la distribuzione fra le categorie può, quindi, cambiare. Questo report si collega alla Relazione al Parlamento 2025 che sarà presentata il prossimo 23 ottobre a Palazzo Giustiniani (Senato della Repubblica) a Roma.









