di Davide Varì
Il Dubbio, 13 giugno 2024
Quaranta detenuti si sono tolti la vita in soli sei mesi. Un’emergenza senza fine destinata a crescere con l’estate se non si agirà in fretta per riportare la nostra Costituzione nelle carceri. Nelle carceri italiane si consuma una strage silenziosa. È la strage dei suicidi in cella: dall’inizio dell’anno, in soli sei mesi, si sono tolte la vita quaranta persone. Un dato senza precedenti. Ecco la lista degli invisibili. (Fonte Ristretti Orizzonti, dossier “Morire di carcere”)
Matteo Concetti, Ancona, 6 gennaio, 23 anni
Il suo è il primo suicidio del 2024: si è impiccato in cella di isolamento, a soli 23 anni. Soffriva di problemi psichiatrici da anni. Dopo aver beneficiato di una misura alternativa, era tornato in carcere perché aveva “bucato” di poco l’orario di rientro da lavoro. Sarebbe tornato in libertà dopo qualche mese. Sua madre, allarmata dallo stato di malessere del figlio, si era rivolta anche alla senatrice Ilaria Cucchi per chiederle aiuto. Ma ormai era troppo tardi.
Stefano Voltolina, Padova, 8 gennaio, 26 anni
Era detenuto nel penitenziario Due Palazzi di Padova da pochi mesi e ci sarebbe rimasto fino al 2028. In carcere era seguito dai medici perché soffriva di depressione. “Scriveva bene, era sveglio, curioso, buono… Abbiamo fallito, come altre volte”, scrive in una lettera all’associazione Ristretti Orizzonti una volontaria del carcere che aveva riconJordan Tinti, trato Stefano a distanza di anni, dopo averlo avuto come alunno alle scuole medie.
Alam Jahangir, Cuneo, 10 gennaio, 40 anni
Si è impiccato nella sua cella con un lenzuolo. Originario del Bagladesh ma residente in provincia di Cuneo, si trovava in carcere da pochissimi giorni.
Fabrizio Pullano, Agrigento, 12 gennaio, 59 anni
Ristretto nel padiglione di alta sicurezza del carcere di Agrigento, il 59enne di Isola di Capo Rizzuto si è impiccato con un lenzuolo nella sua cella. Inutili i soccorsi del personale penitenziario che ha trovato il corpo.
Andrea Napolitano, Poggioreale, 15 gennaio, 33 anni
Era stato condannato all’ergastolo per il femminicidio della sua compagna Ylenia Lombardo. Già in cura presso il centro di igiene mentale, era a rischio suicidario da un anno, come ha sottolineato il Garante campano Samuele Ciambriello.
Mahmoud Ghoulam, Poggioreale, 15 gennaio, 38 anni
Il corpo senza vita del 38enne di origini marocchine è stato ritrovato nella sua cella, dove l’uomo si sarebbe tolto la vita impiccandosi. Detenuto senza fissa dimora, era entrato da poco a Poggioreale.
Luciano Gilardi, Poggioreale, 22 gennaio, 34 anni
È il terzo suicidio nel carcere Poggioreale di Napoli nel giro di una settimana. Il 34enne si è impiccato nella sua cella, sarebbe tornato in libertà dopo un mese.
Antonio Giuffrida, Verona, 23 gennaio, 57 anni
Detenuto dallo scorso novembre nel carcere di Montorio, il 57enne di origini siciliane si è impiccato nella cella dello stesso istituto già teatro di diversi suicidi.
Jeton Bislimi, Teramo, 24 gennaio, 34 anni
Di nazionalità macedone, il 34enne, residente in Italia, era stato arrestato dopo aver tentato di uccidere la moglie colpendola con dieci coltellate. Dopo l’aggressione aveva provato a togliersi la vita ingerendo dei farmaci, e un nuovo tentativo di suicidio c’era stato subito dopo l’ingresso nell’istituto di Teramo.
Ahmed Adel Elsayed, Rossano Calabro, 25 gennaio, 34 anni
Avrebbe finito di scontare la sua pena tra un anno. Gli agenti hanno trovato il corpo senza vita nel bagno della cella: il detenuto egiziano si sarebbe impiccato con un cappio ricavato dalle lenzuola.
Ivano Lucera, Foggia, 25 gennaio, 35 anni
Il giovane originario dei Monti Dauni si sarebbe impiccato nella sua cella con un lenzuolo.
Michele Scarlata, Imperia, 28 gennaio, 66 anni
L’uomo di origini siciliane era in carcere da pochi giorni dopo aver tentato di uccidere la compagna. Si è impiccato nella sua cella.
S. Carmine, Carinola (Ce), 3 febbraio, 58 anni
Era un detenuto disabile di 58 anni, l’uomo è stato trovato impiccato nella propria cella nella notte tra il 3 e il 4 febbraio, Purtroppo sono stati inutili i i tentativi di soccorso del personale sanitario e di polizia penitenziaria.
Alexander Sasha, Verona, 3 febbraio, 38 anni
Era ucraino, aveva un lavoro regolare, una figlia e una moglie che lo aveva denunciato per maltrattamenti. Sasha era incensurato e ci aveva già provato a togliersi la vita, tagliandosi la gola, l’8 gennaio, ci è riuscito dopo neanche un mese: impiccandosi.
Hawaray Amiso, Genova, 8 febbraio, 28 anni
Dopo tre mesi avrebbe finito di scontare la pena nel carcere di Marassi, ma non ce l’ha fatta il ragazzo marocchino, morto all’ospedale San Martino di Genova. Due giorni prima nella sua cella del carcere di Marassi aveva tentato l’impiccagione non senza aver prima manomesso la serratura del cancello per ritardare l’intervento della Polizia penitenziaria.
Singh Parwinder, Latina 10 febbraio, 36 anni
Era un bracciante agricolo, accusato di violenza sessuale nei confronti della moglie, era detenuto da otto mesi. Il cittadino indiano è stato trovato impiccato nel bagno di una cella del carcere di Latina, tra i più sovraffollati d’Italia.
Cittadino albanese, Terni, 11 febbraio, 46 anni
Era in carcere per tentata rapina, poi trasferito ai domiciliari e di nuovo in cella per violenze in famiglia.
Rocco Tammone, Pisa, 13 febbraio, 64 anni
Era in semilibertà. La sua pena sarebbe terminata nel 2027. Era uscito per andare al lavoro, poi era tornato in carcere ed è stato ritrovato senza vita nel cortile del penitenziario.
Matteo Lacorte, lecce, 14 febbraio, 49 anni
L’uomo, originario di Ostuni, si è tolto la vita all’interno della propria cella, dove è stato trovato impiccato.
Cittadino Marocchino, Prato, 26 febbraio, 45 anni
Il 45enne, da poco il detenuto era stato trasferito a Prato, si è tolto la vita impiccandosi alle sbarre della finestra della sua cella.
Jordan Tinti, Pavia, 12 marzo, 27 anni
Era conosciuto come Jordan Jeffrey Baby, il trapper colpevole di rapina aggravata dall’odio razziale, ai danni di un operaio di 42 anni originario della Nigeria. Aveva già tentato il suicidio a fine gennaio, poi purtroppo ci è riuscito impiccandosi.
Andrea Pojioca, 13 marzo, Secondigliano, 31 anni
Era un senza fissa dimora, in carcere per omicidio. Era balzato agli onori della cronaca nell’agosto del 2019 per essere stato l’unico detenuto evaso da Poggioreale in cento anni di storia
Patrick Guarnieri, 13 marzo, Teramo, 20 anni
Si è ucciso nella cella dove era rinchiuso, proprio nel giorno del suo compleanno. Era da due giorni in carcere, ma una storia difficile alle spalle, anche sua madre è detenuta.
Amin Taib, 14 marzo, Parma, 28 anni
Era di nazionalità italiana, padre marocchino e madre italiana, con problemi di tossicodipendenza, era in carcere da dicembre e si è tolto la vita impiccandosi nella cella di isolamento.
Alica Siposova, 21 marzo, Bologna, 55 anni
Si è uccisa nel carcere della Dozza, mentre era in corso una visita del cardinale Matteo Zuppi, dopo aver inalato il gas della bomboletta che i detenuti utilizzano per cucinare.
Alvaro Fabrizio Nuñez Sanchez, 24 marzo, Torino, 31 anni
Si è impiccato alla finestra della cella. Aveva problemi psichiatrici e da novembre doveva essere trasferito in una Rems. Ad agosto 2023 aveva tentato di uccidere il padre ed era finito in carcere.
Cittadino italiano, 27 marzo, Sassari, 52 anni
Il 52enne si è impiccato al cancello della cella con il laccio dei pantaloni. Era rientrato la sera prima da un ricovero in ospedale. Pare che soffrisse di problemi suicidari.
Karim Abderrahim, 7 aprile, Vibo Valentia, 37 anni
Si è impiccato nella cella in cui era detenuto insieme a un’altra persona, nonostante l’immediato intervento non è stato possibile salvargli la vita.
Massimiliano Pinna, 1 aprile, Cagliari, 32 anni
Arrestato per furto si è impiccato dopo due giorni di carcere.
Ahmed Fathy Ehaddad, 10 aprile, Pavia, 42 anni
Il detenuto egiziano è morto in ospedale, dopo qualche giorno di agonia. Nei prossimi giorni avrebbe dovuto essere processato con il rito abbreviato davanti al Gup di Monza, per un caso gravissimo di violenza sessuale commesso il 27 settembre 2023 ai danni di un’anziana di 89 anni a Sesto San Giovanni.
Nazim Mordjane, 17 aprile, Como, 32 anni
È morto inalando il gas di una bomboletta da campeggio il detenuto che, il 21 settembre dello scorso anno era evaso dall’ospedale San Paolo lanciandosi da una finestra e provocando il grave ferimento di un agente di polizia che tentava di bloccarlo.
Yu Yang, 22 aprile, Roma Regina Coeli, 36 anni
Si ètolto la vita durante la visita del Garante dei detenuti. All’inizio di marzo uccise con una coltellata la moglie 37enne davanti alla figlioletta di cinque anni.
Giuseppe Pilade, 4 maggio, Siracusa, 33 anni
Era affetto da disturbi psichici, si è impiccato in cella, anche se gli restava poco tempo da scontare.
Santo Perez, 16 maggio, Parma, 25 anni
Originario di Palermo, il detenuto si è impiccato nel padiglione di media sicurezza nel carcere di Parma.
Maria Assunta Pulito, 23 maggio, Torino, 64 anni
Era accusata assieme al marito di aver violentato il loro padrone di casa, un uomo di 65 anni Cogne. Era in custodia cautelare dal 26 marzo. Si è soffocata con un sacchetto di plastica in testa e legato attorno al collo con un laccio.
Mustafà A., 2 giugno, Cagliari, 23 anni
Il ragazzo extracomunitario ha tentato il suicidio impiccandosi: è stato tratto inizialmente in salvo dagli agenti di custodia, ma dopo due giorni di agonia è morto in ospedale.
George Corceovei, 2 giugno, Venezia, 31 anni
Era un cittadino rumeno, in carcere da due mesi per tentato omicidio. Lascia la compagna e tre figli. Si è impiccato in cella quando gli altri detenuti che condividevano con lui la stanza erano fuori.
Mohamed Ishaq Jhan, 4 giugno, Roma Regina Coeli, 31 anni
Di origini pakistane, in carcere dallo scorso mese di settembre con l’accusa di rapina e lesioni, era ancora in attesa del primo grado di giudizio: si è impiccato in cella.
Cittadino italiano, 11 giugno, Ferrara, 56 anni
Era un collaboratore di giustizia, aveva 56 anni. L’amministrazione non ne ha ancora reso pubblico il nome. Gli restavano da scontare 3 anni e mezzo.










