di Vito Salinaro
Avvenire, 2 dicembre 2022
Il numero dei suicidi “confligge con il diritto, conia razionalità, con l’etica”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio al question time al Senato, rispondendo a due interrogazioni, una di Forza Italia sui suicidi in carcere e l’altra del Pd sui fondi per l’amministrazione penitenziaria.
“Quando esporrò le linee programmatiche per i prossimi 5 anni ci sarà un’ampia risposta e un ampio dibattito” sul tema, ha assicurato il ministro. La popolazione carceraria, ha spiegato, è di 55.573 persone rispetto alla capienza di 51.333: “Nei tempi passati la situazione è andata anche peggio, questo non significa che sia buona e tollerabile, anche perché, al di là della proporzione tra posti disponibili e posti impiegati, sussiste una differenziazione strutturale tra carcere e carcere”.
Ce ne sono “alcune moderne, altre più antiquate, altre che dovrebbero essere ristrutturate da cima a fondo. Sappiamo quali siano le restrizioni economiche, le situazioni di emergenza e le precedenze che sono state date per venire incontro alle difficoltà di chi non arriva alla fine del mese per il costo delle bollette”.
Questo, ha osservato Nordio, ribadendo quanto affermato anche mercoledì durante un convegno della Fondazione Einaudi, “non significa giustificare una riduzione degli stanziamenti delle carceri ma può orientarci verso una rimodulazione delle spese all’interno del bilancio in modo da sopperire alle esigenze più pressanti. Tra queste ovviamente le carceri, intese sia come struttura, sia come personale e polizia penitenziaria”.
La risposta non è piaciuta al Pd Walter Verini per il quale “Nordio si deve ribellare ai tagli previsti dalla manovra. Sarebbe stato meglio evitare di strizzare l’occhio agli evasori e da lì re - cuperare risorse per le carceri”. Rispondendo, poi, a un’interrogazione di Ilaria Cucchi (Si) sulla vicenda di Alfredo Cospito, detenuto nel carcere di Sassari al 41bis dopo una condanna per terrorismo e in sciopero della fame da ottobre, Nordio ha precisato: “Il signor Cospito è sottoposto al regime del 41bis”, applicato con decreto del precedente ministro della Giustizia “per 4 anni”, dopo “l’acquisizione dei pareri dell’autorità giudiziaria e di polizia in seguito alla sentenza della Cassazione. Il ministro non ha alcun potere sulla indipendenza della giurisdizione”, ha sottolineato Nordio, che ha ricordato che Cospito “ha proposto reclamo davanti al tribunale di Sorveglianza di Roma, che ieri si è riservato” e la decisione.
Intanto, con una lettera allo stesso ministro, sono arrivate le scuse del magistrato di Agrigento Walter Chiarini, che aveva usato l’espressione “cosca di parte” nei confronti di agenti della polizia penitenziaria. Si è trattata di un’“infelice e inopportuna espressione” riferita “non ad un giudizio generalizzato - che sarebbe inammissibile oltre che ingiusto - nei confronti di Servitori dello Stato, ma a fatti specifici, svoltisi in Santa Maria Capua Vetere”, ha scritto il giudice, esprimendo il suo “profondo rammarico” se le sue parole “hanno offeso legittimi sentimenti”. Le affermazioni di Chiarini erano state giudicate di “inaudita gravità” dal Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), che aveva annunciato “iniziative di tutela dell’onorabilità di chi in carcere lavora in prima linea”.










