di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 21 marzo 2025
Seduta straordinaria per parlare dei drammi dei penitenziari. Respinte le proposte della minoranza. La ricetta del governo? Più penitenziari e più misure contro le rivolte (causate dal sovraffollamento). No a indulto e liberazione anticipata speciale. Protesta delle opposizioni: “Vergogna. Dov’è il ministro?”. Si parla di carceri e i banchi della maggioranza, alla Camera, sono quasi vuoti. Una manciata di parlamentari quasi tutti distratti. Quelli del governo restano vuoti. Eccezion fatta per la sventurata sottosegretaria all’Economia Sandra Savino, costretta ad annuire quando le opposizioni le dicono che il carcere non è materia sua.
E a risentirsi con il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, quando - in ritardo - arriva per limitarsi a dare parere positivo alla mozione di centrodestra e negativo alle due di minoranza. Null’altro il governo dice in questa sessione straordinaria di Montecitorio dedicata ai penitenziari e ai drammi che lì dentro si registrano - dai suicidi al sovraffollamento, dai problemi psichiatrici all’assenza di servizi essenziali - e chiesta dalle opposizioni. Il ministro Carlo Nordio viene invocato più volte, non arriverà mai. Non invocato - “siamo contenti che non ci sia”, ripetono più parlamentari - ma ugualmente titolato a esserci, Andrea Delmastro, con delega alle carceri e protagonista di sortite più che infelici nei confronti dei detenuti.
Le minoranze chiedevano misure per rendere il carcere un posto più vivibile. Il Movimento 5 stelle si è dissociato dalla proposta - fatta da tutti gli altri partiti di opposizione - della liberazione anticipata speciale. Si tratta di un provvedimento, proposto da Roberto Giachetti, che aumenterebbe da 45 a 60 giorni per semestre lo sconto di pena per buona condotta. Un modo per far uscire dal carcere chi ha già scontato un pezzo di pena e si è comportato bene. Per i 5 stelle è una misura deleteria. Per la maggioranza neanche a parlarle.
Ma cosa propone il centrodestra per attutire i drammi delle carceri? Nella mozione a prima firma di Carolina Varchi, esclusa qualche concessione sul supporto psicologico dei detenuti e su un (generico) tentativo di ridurre il numero di detenuti in attesa di giudizio e implementare il lavoro, c’è la solita minestra riscaldata: nuove carceri, più controlli per i reclusi. Ciliegina sulla torta: “Potenziare le misure contro le rivolte penitenziarie, completando l’organizzazione del gruppo di intervento operativo”. Si tratta di un gruppo di agenti specializzati a sedare le rivolte fortemente voluto da Delmastro. Insomma: il motivo principale per cui esplodono le rivolte è il sovraffollamento. La risposta non è l’alleggerimento delle carceri, ma più repressione. E, con più reati introdotti dal 2022 in poi, più detenuti.











