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di Stefania Da Lozzo

huffingtonpost.it, 12 agosto 2025

Quarantasei suicidi dall’inizio dell’anno, ma per la Giustizia il “dato al di sotto della media mensile ereditata dal Governo nel 2022”. Dall’inizio del 2025, 46 persone si sono tolte la vita all’interno delle carceri italiane. Il dato, reso noto dal Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà, è contenuto nell’ultimo report basato sui dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria aggiornati al 31 luglio. Su un totale di oltre 140 decessi in carcere nei primi sette mesi dell’anno, i suicidi rappresentano il 31,5%, seguiti da 30 morti per cause da accertare (20,5%), 69 per cause naturali (47,3%) e una per cause accidentali (0,7%).

“294 suicidi totali in quattro anni rappresentano una media annuale di 73,5 casi”, si legge nel report. “La variazione tra il minimo del 2021, 59 casi e il picco del 2022, 84 casi indica un incremento del 42% nel giro di un anno, seguito presumibilmente da una stabilizzazione o lieve riduzione negli anni successivi”.

“Il Paese ha l’urgenza di adoperarsi per rendere l’esecuzione della pena non solo efficiente ed efficace sul piano della prevenzione” afferma il Garante “ma anche compatibile con il suo volto costituzionale, improntato ai principi di umanità, finalismo rieducativo ed ‘extrema ratio’ della detenzione”. Senza una “riduzione cospicua del numero dei detenuti” e investimenti nell’esecuzione penale esterna e nell’assistenza sociale, avverte il report, “la situazione, già insostenibile, potrà solo peggiorare”.

Dei 46 suicidi, 44 riguardano uomini e 2 donne; 24 erano cittadini italiani e 22 stranieri provenienti da sette diversi Paesi. “Sebbene gli stranieri rappresentino solo il 31,56% della popolazione carceraria, sono coinvolti in circa il 47,8% dei suicidi. Questo scarto suggerisce un rischio suicidario significativamente più alto tra i detenuti stranieri”. L’età media delle vittime secondo il report, è circa 42 anni anche se si registrano 22 casi di suicidi sotto i 39 anni. “Risulta particolarmente significativo il dato secondo cui 17 delle persone suicidatesi erano in attesa di primo giudizio”, alto anche il numero di suicidi avvenuti a fine pena, 16 casi. Ad influire su questo fenomeno secondo il Garante ci sono diverse variabili tra cui l’età, l’impatto della detenzione, l’attesa del giudizio e le condizioni sociali ma anche “l’approssimarsi della fine della pena, la perdita di speranza per il futuro e l’incertezza” sono variabili che aumentano il rischio di suicidio tra i detenuti.

I suicidi si sono verificati in 32 sono case circondariali, 4 case di reclusione e una casa lavoro. La regione con il maggior numero di casi è la Lombardia con 10 casi e in aumento anche i casi di autolesionismo 7.486 episodi di cui ben 693 nel solo carcere milanese di San Vittore mentre le manifestazioni di protesta, come scioperi della fame e della sete sono state 3500 in tutt’Italia.

Dall’inizio dell’anno si sono registrati 70 decessi per cause naturali, il Garante sottolinea come esista una “crisi sanitaria strutturale del sistema penitenziario italiano”, con particolare gravità “per detenuti anziani e giovani adulti”. Secondo il Garante, serve “un intervento sistemico urgente che affronti le cause strutturali di questa mortalità evitabile, garantendo il diritto costituzionale alla salute anche in ambito penitenziario”.

A poche ore dalla pubblicazione del dossier, arriva la replica ufficiale del Ministero della Giustizia: “Nessun allarme suicidi come stamani paventato dal Garante” si afferma con una nota “il dato numerico è sotto la media nazionale dell’ultimo triennio”. Nel dettaglio, “nei primi otto mesi del 2025 si registrano 48 suicidi nelle strutture penitenziarie con una media mensile di 6” una media che per quanto, “sconfortante” secondo il ministero è un “dato al di sotto della media mensile ereditata dal Governo nel 2022, che aveva visto 84 suicidi in un anno”. Il Ministero sottolinea nella nota il suo impegno in misure strategiche di ampio respiro per limitare il fenomeno dei suicidi nelle carceri.