di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 10 giugno 2024
Segnatevi questa data: 19 giugno 2024. Quel giorno la Corte costituzionale riprenderà fra le mani un argomento che aveva trattato nel 2019, dopo il caso del suicidio assistito in Svizzera di Dj Fabo. All’epoca scrisse una sentenza epocale per il nostro Paese. In sostanza i giudici dissero che sì, chi lo avrebbe richiesto avrebbe potuto spegnere il cuore con dolcezza, ma a quattro precise condizioni. Si stabilì che avrebbe avuto accesso alla dolce morte la persona tenuta in vita da trattamento di sostegno vitali; affetta da una patologia irreversibile; con una patologia fonte di sofferenze intollerabili e, infine, soltanto se pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli.
A quel punto i parlamentari avrebbero dovuto legiferare sul tema del fine vita, come la stessa Corte si era augurata che succedesse. Ma sono passati cinque anni e siamo ancora al palo, anche se ricordiamo tutti Mario, il primo in Italia a ottenere l’ok per il suicidio assistito dopo le verifiche (lunghissime) sui requisiti richiesti dalla Consulta. Mario morì a casa sua, nelle Marche, due anni fa. Ma ci sono ancora persone costrette a chiudere gli occhi in una stanza anonima e sconosciuta in Svizzera. E qui veniamo a quella data: il 19 giugno.
Stavolta la Corte costituzionale si pronuncerà su uno dei requisiti della vecchia sentenza: il trattamento di sostegno vitale. I fatti risalgono all’8 dicembre 2022 quando Marco Cappato - volto dell’Associazione Luca Coscioni - aiutò un uomo di 44 anni, Massimiliano, a raggiungere la Svizzera per morire. Massimiliano era affetto da sclerosi multipla che lo aveva paralizzato quasi del tutto fra mille sofferenze.
In Italia (assistito dall’avvocata Filomena Gallo che coordina il team legale della Coscioni) non avrebbe avuto diritto al suicidio assistito perché non legato a un trattamento di sostegno vitale in senso stretto (ad esempio la ventilazione meccanica). Ed è proprio questo l’argomento che la Corte affronterà. 11 gip di Firenze chiamato a decidere sulla sorte giuridica di Cappato ha chiesto prima la pronuncia della Consulta.
Che cosa può considerarsi sostegno vitale? Essere totalmente dipendente da altri per sopravvivere (come lo era Massimiliano) equivale o no a un trattamento di sostegno vitale? Lo è la chemioterapia per i malati oncologici? Mercoledì 19 sapremo. Noi tutti e Marco Cappato, che rischia 12 anni di carcere.









