di Emilia Patta
Il Sole 24 Ore, 18 ottobre 2019
"I grandi evasori vanno già in carcere per le leggi che ci sono. Giusta la battaglia contro gli evasori fiscali, mano alla caccia alle streghe". Di prima mattina è il coordinatore di Italia Viva Ettore Rosato ad aprire il nuovo fronte dei renziani dopo la soglia sull'uso del contante e Quota 100. Il carcere agli evasori proprio non va giù all'ex premier Matteo Renzi. In questo confortato dalla presa di posizione del presidente uscente dell'Anac Raffaele Cantone, che ieri ha fatto un amaro bilancio del suo mandato presentando il Rapporto sulla corruzione in Italia nel triennio 2016-19 ("il tema della corruzione è scomparso dai riflettori"): "È giusto dare un segnale contro l'evasione, che è strettamente legata alla corruzione e che è un danno a tutti. Va bene inasprire le pene ma non è con le manette che si vince l'evasione".
Ecco, la posizione di Cantone è in linea con quella riportata dai rappresentanti di Italia viva (il capogruppo in Senato Davide Faraone e il senatore Giuseppe Cucca) al vertice convocato in mattinata dal premier Giuseppe Conte sui reati fiscali con il Guardasigilli Alfonso Bonafede. Una riunione per la verità descritta come tranquilla da tutti i partecipanti e in cui ci si è trovati d'accordo sull'impianto generale riservandosi di definire meglio il merito e soprattutto lo strumento.
Intervenire con un emendamento al decreto fiscale come vorrebbe il M5S (nella bozza già c'è l'innalzamento delle pene a 8 anni) non convince non solo Italia viva, ma neanche Pd e Leu: meglio un Ddl ad hoc. La piccola bomba esplode tuttavia in serata, quando fonti del governo davano per fatto l'"accordo su carcere per i grandi evasori, confisca per sproporzione e inasprimento delle pene".
Immediata la precisazione di Italia viva: "Non c'è nessuna intesa. Il carcere già esiste e comunque non si può intervenire in materia penale con decreto. Il Cdm discuta di una legge ad hoc". Insomma, alla vigilia della Leopolda Renzi non è intenzionato a fare sconti: ieri è stato aperto anche il fronte contro la sugar tax e - in parte - contro la plastic tax.
Il bersaglio vero è sempre il premier: "Conte non può ergersi a paladino della legalità visto che nello scorso governo Palazzo Chigi ha avallato sia il condono fiscale che quello edilizio riguardante Ischia", è la linea dettata mercoledì sera da Renzi ai suoi parlamentari.










