di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 ottobre 2026
“Le priorità della giustizia sono altre” replica il senatore del Partito democratico Alfredo Bazoli al programma del Movimento Cinque Stelle illustrato la scorsa settimana dal vice presidente della Camera Sergio Costa all’evento inaugurale di “Officina Costituzione”. Ma rassicura: “Come già avvenuto durante il Governo Draghi riusciremo a trovare una sintesi”.
Senatore tra le priorità delineate dal deputato Costa ci sono il ripristino del reato di abuso d’ufficio, il potenziamento delle intercettazioni, la restituzione dei poteri di controllo alla Corte dei conti, il rafforzamento del codice rosso e la legge sul femminicidio. Che ne pensa?
Vengono sollevate questioni sulle quali certamente è bene discutere. Ma direi che le priorità della giustizia in questo momento sono altre.
Quali?
Mi preoccuperei innanzitutto di far funzionare bene la giustizia, risolvendo tutto quello che non funziona nella organizzazione e nel funzionamento degli uffici. Di tutto questo l’attuale Governo se ne è occupato poco e male in questi anni. Per esempio c’è un’emergenza clamorosa che riguarda i giudici di pace: questa è una delle prime cose che andrà affrontata nel momento in cui dovessimo andare al governo. C’è un problema di stabilizzazione degli addetti all’ufficio per il processo. C’è un problema di funzionamento dei processi telematici, in particolare nei procedimenti penali. Ecco, in sintesi sono queste le priorità e le emergenze alle quali dedicherei subito gli sforzi. E poi il carcere, un altro di quei lasciti intollerabili dell’attuale maggioranza.
Non sarà impopolare fare una campagna elettorale sulle carceri?
Dobbiamo ribadire e denunciare con forza che questa condizione attuale è intollerabile: non solo lede la dignità dei detenuti, ma pregiudica anche la sicurezza, perché vanifica i percorsi di recupero e aumenta il rischio di recidiva.
Ma il Movimento Cinque Stelle si è persino opposto alla proposta di Roberto Giachetti sulla liberazione anticipata speciale...
Discuteremo e studieremo insieme le misure che andranno messe in campo per deflazionare la popolazione carceraria ma una cosa è certa: non si può nascondere sotto il tappeto questa drammatica situazione.
Un punto su cui il vice presidente Costa ha insistito molto è il ripristino del reato di abuso di ufficio. Però sappiamo che tale riforma è stata appoggiata anche da molti amministratori dem. Su questo lei che cosa può dire?
Noi siamo stati molto ostili e contrari all’abolizione tout court di un reato che punisce gli abusi della pubblica amministrazione. Quindi penso che vada fatta una discussione su come ripristinare la punibilità di condotte illecite. Abbiamo sempre detto che si poteva intervenire per salvaguardare l’attività dei pubblici amministratori e impedire magari aperture di procedimenti inutili, si poteva fare in modo diverso agendo soprattutto sulla legge che individua i poteri, le responsabilità dei pubblici amministratori e soprattutto dei sindaci previsti dalla legge del Testo unico degli enti locali, si poteva intervenire nuovamente ritoccando la vecchia norma sull’abuso d’ufficio. Quindi ci ragioneremo.
Per i Cinque Stelle via anche l’interrogatorio preventivo e il limite di 45 giorni alle intercettazioni. Siete d’accordo?
Penso che siano norme che su cui va fatta una verifica prima di pensare a dei correttivi o alla loro abrogazione. Per l’interrogatorio preventivo per le misure cautelari, che peraltro prevede nutrite e significative eccezioni, vorremmo prima capire se ha generato effettivamente le conseguenze che sono state denunciate oppure no. Per quanto riguarda la durata delle intercettazioni, anche lì noi siamo stati piuttosto critici sulla norma di Zanettin, sebbene abbiamo sempre detto che un tetto di durata alle intercettazioni va messo.
L’altro giorno, proprio sul nostro giornale, Raffaele Piccirillo, magistrato di area progressista, si è detto d’accordo sulla norma Zanettin sul sequestro degli smartphone e ha respinto le preoccupazioni di Melillo sulla cosiddetta ‘pesca a strascico’. Concorda?
Noi siamo stati sempre schierati favorevolmente all’idea di mettere delle norme di garanzia sul sequestro di smartphone, quindi su questo non c’è alcun dubbio sulla nostra posizione. Certo la norma Zanettin è scritta tecnicamente male quindi andrebbe messa a posto. Sulle intercettazioni a strascico, la mia posizione è che noi dobbiamo tenere fermi i principi della sentenza Cavallo (stabilisce i limiti di utilizzabilità dei risultati delle intercettazioni telefoniche in procedimenti diversi da quelli in cui sono state autorizzate, ndr) quindi la penso come Piccirillo su questo.
Ieri il vice direttore Novi ha scritto: “Le irrequietudini dei pentastellati da una parte, e dall’altra le posizioni della Lega rendono complicato persino produrre una legislazione giudiziaria di semplice mediazione, pure su temi diversi dal solito processo penale e dalla solita ossessione carcerocentrica”. Ricordiamo che quando c’era il governo Draghi il Partito Democratico ha fatto molti sforzi per portare dalla propria parte garantista il Movimento 5 Stelle. Come andrebbe questa volta?
Noi abbiamo già governato con loro e sia pure, diciamo a volte con qualche difficoltà, abbiamo sempre trovato dei punti di sintesi che secondo me erano abbastanza ragionevoli tra le esigenze di sicurezza e le esigenze di rispetto delle garanzie. Quindi io sono convinto che saremmo in grado di farlo. Sicuramente un governo di centro-sinistra abbandonerebbe la politica carcerocentrica e repressiva che ha minato quella sì libertà e garanzie come quella che ha fatto la destra in questi quattro anni e mezzo. Da questo punto di vista non c’è dubbio che ci sarebbe un miglioramento rispetto a quello che abbiamo visto in questi anni.
Ultimo punto: rimettereste mano al Codice Rosso e alla legge sul femminicidio?
Certamente ripartiremo dalla nostra norma sul consenso nella violenza sessuale, approvata all’unanimità alla camera, e poi inopinatamente bloccata al Senato.









