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di Emanuele Buzzi

Corriere della Sera, 2 luglio 2023

Il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense di Marco: riaprire un tavolo? è sempre possibile. “La riforma? si tratta di una riforma della riforma. Quindi, delle due l’una: o era sbagliata quella prima o lo è quella attuale”: a parlare è Giampaolo di Marco, segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense. Di Marco sottolinea che “l’impatto delle modifiche al Codice sul contenzioso penale, proposte in tema di abuso d’ufficio e traffico di influenze illecite è davvero molto modesto visto l’ambito di applicazione possibile delle due norme in questione. Le modifiche si applicano in casi del tutto residuali”.

Secondo lei che effetto avrà?

“L’’effetto reale di questo intervento normativo, lungi dall’essere di pregio sul piano giuridico, è più volto ad incontrare il favore della politica ed in particolare degli amministratori locali degli enti pubblici territoriali, soprattutto in vista dell’intensa azione amministrativa che si apprestano a realizzare in vista della messa a terra del Pnrr”.

Cosa manca alla riforma?

“Non c’è un disegno generalizzato, anche sulla questione della giustizia di prossimità non c’è un progetto. L’importante è avere come obiettivo la certezza del diritto. Le proposte dell’avvocatura sono rimaste inascoltate”.

Crede che sia possibile riaprire un tavolo con il ministro?

“Certo. c’è sempre tempo per fare una riforma della riforma della riforma. L’importante è farla nell’interesse dei cittadini”.