di Alfonso Raimo
huffingtonpost.it, 24 luglio 2025
Intervista a Luigi Manconi: “Il sottosegretario Del Mastro, ha definito “epocali” le misure prese dal Cdm. Quel termine va usato con la massima sobrietà. Quando viene pronunciato da chi ha detto di provare “un’intima gioia” nel fatto che ai detenuti possa mancare il respiro, determina un effetto inquietante”. “Il Governo non è credibile. Il sistema penitenziario è al collasso. Nordio per decenza dovrebbe dichiararne il fallimento”. Luigi Manconi, già docente di sociologia dei fenomeni politici e già presidente della commissione per la tutela dei diritti umani del Senato, in un’intervista a Huffpost, commenta le misure approvate dal consiglio dei ministri per affrontare l’emergenza carceri.
Manconi, negli istituti di pena ci sono quasi 63mila detenuti per 48mila posti disponibili. Il governo annuncia una “cura” fatta di tre misure: un piano di edilizia carceraria, un programma di detenzione differenziata in comunità per detenuti con problemi di tossicodipendenza, un piano di liberazione anticipata, per chi si trova a fine pena. Le chiedo prima un giudizio di sintesi...
La questione per certi versi è semplice: finalmente il governo riconosce che i posti effettivamente mancanti sono oltre 15mila. Il che significa che il sistema penitenziario è al collasso e per decenza dovrebbe dichiarare fallimento. In presenza di questa tragedia, invece, si adottano provvedimenti che a voler essere ottimisti potrebbero avere qualche effetto nel 2027. Nel frattempo continuerà indisturbata la disumanizzazione del carcere e la carneficina rappresentata nel solo 2025 da ben 43 suicidi tra i detenuti e 3 tra la polizia penitenziaria.
Eppure il ministro Nordio confida di poter liberare almeno 2mila persone ad agosto...
Io ho cominciato a preoccuparmi quando nel corso di un’intervista lo statista di Gattinara, il sottosegretario Del Mastro Delle Vedove, ha definito per tre volte “epocali”, alla lettera, le misure prese dal Consiglio dei ministri. Quel termine, come sanno tutte le persone assennate, va usato con la massima sobrietà. Quando viene pronunciato da chi ha detto di provare “un’intima gioia” nel fatto che ai detenuti possa mancare il respiro, determina un effetto a dir poco inquietante.
La cosiddetta “detenzione differenziata” prevede la possibilità per detenuti con problemi di tossicodipendenza di scontare la pena in strutture di comunità, a patto che si impegnino in percorsi di recupero. Perché non la convince?
Viene presentato come il provvedimento più importante. Ma è stato presentato in maniera più che fumosa, addirittura impalpabile, evanescente. Si tenga conto che quel provvedimento era stato già assunto tempo addietro, ed è rimasto totalmente inapplicato per assenza dei decreti attuativi. Il che non è di buon auspicio.
Nordio dice che possono accedervi, teoricamente, 10mila detenuti...
Mi sembrano numeri evocati a caso, in assenza di un qualsiasi adeguato accertamento preventivo delle comunità disponibili e dei posti che ciascuna di esse dovrebbe offrire. E in assenza, poi, di una ricognizione sul complicatissimo apparato di procedure, di controlli e di verifiche che quella detenzione differenziata richiede. Temo che al momento attuale in Italia appena una decina di comunità sia in grado di garantire questo delicatissimo servizio.
L’altra leva su cui l’esecutivo si propone di decongestionare l’affollamento nelle carceri è l’edilizia. Secondo il governo 15mila posti potrebbero ottenersi dall’ampliamento degli istituti di pena...
Siamo seri. Questo governo ha già alle spalle metà della legislatura. E in questo periodo di tempo non un posto in più è stato ricavato o ristrutturato. E molti altri si continuano a perdere ogni giorno. Dunque, quando sarà ampliata anche di una qualche misura la capienza, altri posti si saranno persi. Ma soprattutto, questo governo ha inventato 50 nuove fattispecie penali, dopo le quali il numero dei detenuti sarà ulteriormente aumentato.
Il ministro ipotizza che si possano usare allo scopo dei moduli prefabbricati...
Sono dei container a tutti gli effetti. Mi fanno venire in mente le casette costruite in fretta e furia in occasione di terremoti. Comportano costi spaventosi e si degradano in maniera molto rapida.
Il terzo strumento è lo snellimento di procedure per la liberazione anticipata, per quei detenuti a cui mancano due anni di pena o hanno partecipato a programmi di recupero...
La liberazione anticipata speciale è stata rifiutata incondizionatamente nella proposta di legge che recava come prima firma quella di Roberto Giachetti. C’erano state delle cautissime aperture da parte di Ignazio La Russa, ed altre, più decise e chiare, da parte del vicepresidente del Csm Fabio Pinelli. Ebbene, sono state totalmente ignorate. Così come sono stati rifiutati a priori altri provvedimenti efficaci, come l’indulto, con la scusa che rappresenterebbero una ‘resa dello stato’. Mi permetto di ricordare al ministro che i provvedimenti di clemenza sono puntualmente previsti dalla nostra carta costituzionale.
Non salva proprio nulla del piano proposto dal governo?
Se devo cercare degli esili, esilissimi elementi positivi, allora sottolineo lo snellimento burocratico nelle procedure per la concessione della liberazione anticipata e l’aumento del numero delle telefonate consentite a ciascun detenuto.
Il governo Meloni sembra alternare una visione garantista con una giustizialista, più in linea con il tradizionale orientamento della destra. Lei che giudizio dà?
È un governo compattamente giustizialista. Lo si evince dal numero di nuovi reati introdotti. Le speranze che la nomina di Nordio avevano alimentato persino in me sono state non semplicemente deluse, ma umiliate. Poi ciascuno ci mette del suo, Del Mastro, ad esempio, aggiunge un suo peculiare tratto di malvagità politico-psicologica che è la cifra peculiare di quello che io chiamo lo statista di Gattinara.











