di Claudio Lattanzio
Il Centro, 30 novembre 2020
Il numero dei contagiati è destinato a crescere: attesi i risultati di 42 test e da fare ne restano 280 Ricoverato un boss della 'ndrangheta (sorvegliato a vista), gli altri reclusi si trovano tutti in isolamento. Situazione esplosiva nel carcere di Sulmona. A creare tensione e allarme è l'alto numero di reclusi che sono rimasti contagiati dal Covid 19.
Al momento sono 16 i detenuti risultati positivi al tampone molecolare. Un numero che però sempre destinato a salire, visto che finora sono stati processati 78 tamponi su 120 somministrati. I risultati degli altri 42 test sono attesi in queste ore e dall'esito si potrebbe tracciare già una prima valutazione. Al momento la situazione sembra essere sotto controllo dopo la decisione del responsabile sanitario del carcere di isolare dal resto della struttura il reparto dove si registrano più contagi, quello dei detenuti di Alta sorveglianza, i più pericolosi.
Tutti i detenuti vengono tenuti in isolamento per 24 ore al giorno in attesa del completamento dello screening. La preoccupazione resta tuttavia altissima e i vertici del penitenziario tengono le dita incrociate nella speranza che il contagio resti circoscritto ai numeri attuali. Restano infatti ancora da sottoporre a tampone circa 280 detenuti, operazione che dovrebbe essere ultimata entro mercoledì prossimo.
Al momento un solo detenuto è stato trasportato in ospedale dopo che aveva manifestato sintomi più marcati, con difficoltà respiratorie, dissenteria e febbre alta. Si tratta di un noto boss di 67 anni della 'ndrangheta che è stato sistemato nel vecchio pronto soccorso dell'ospedale cittadino in attesa che si liberi un posto Covid in un altro ospedale della regione con uno spazio protetto adatto a gestire un detenuto di alta sicurezza. In queste ore il recluso è sorvegliato 24 ore su 24 da una squadra di tre agenti di polizia penitenziaria per turno.
Tutto è iniziato il 12 novembre, con sei operatori dell'area sanitaria positivi al tampone molecolare. Poi il 23 novembre il virus è entrato dentro le celle con il contagio accertato su 15 detenuti del reparto di Alta sicurezza. Un fronte che ha subito fatto salire alle stelle la preoccupazione perché i 15 contagi sono stati accertati solo su 38 tamponi somministrati. Poi ieri la tensione si è allentata quando è risultato positivo un solo detenuto su 40 tamponi effettuati. In tutto fino a tarda sera erano stati eseguiti 120 test molecolari.
Nelle prossime ore si procederà a somministrare i tamponi a tutto il resto della popolazione carceraria in modo di avere un quadro epidemiologico più certo per poter intervenire con più efficacia. Un lavoro certosino e non facile che sicuramente impiegherà tempo agli operatori coinvolti, che rassicurano però sulle operazioni da mettere in campo, soprattutto dopo la visita di venerdì del provveditore per l'Abruzzo e il Molise del Dipartimento di amministrazione penitenziaria.
Il carcere di Sulmona diretto da Sergio Romice è stato inaugurato nel 1992 e attualmente ospita circa 400 detenuti in attesa dell'ultimazione del nuovo padiglione che ne potrà contenere altri 200. Tre le tipologie di reclusi sistemate in altrettanti padiglioni contraddistinti da un colore.
Nel settore verde vengono custoditi i detenuti di Alta sicurezza, ex 41bis, e se ne contano circa 150. Nel settore blu sono reclusi gli As3, sicuramente più tranquilli degli altri, in particolare si tratta di associati di mafia e se ne contano circa 240. Nel settore giallo, ex sezione femminile, sono sistemati i collaboratori di giustizia e ne sono una quindicina, in un reparto che ne potrebbe contenere una ottantina.











