ilgerme.it, 6 agosto 2025
Scattano gli avvisi di garanzia per tre medici in servizio nel carcere di massima sicurezza di Sulmona, accusati di omicidio colposo legato alla morte dei Pietro Guccione, detenuto nella struttura peligna. L’uomo, siciliano sessantaduenne, è venuto a mancare dietro le sbarre nel dicembre 2022. A finire nell’occhio del ciclone sono stati i tre sanitari, che secondo il sostituto procuratore, Stefano Iafolla, avrebbero causato il decesso per non aver rispettato le “buone pratiche clinico-assistenziali”.
I tre, secondo l’accusa, non avrebbero adottato gli opportuni e tempestivi accertamenti nonostante un quadro clinico che preannunciava una sicura insorgenza di complicazioni cardiache. Il 16 dicembre di tre anni fa Guccione ebbe un arresto cardiaco in cella, che causò la perdita di dei sensi dalla quale non si riprese più. L’inchiesta è scattata a seguito della denuncia dei familiari, che ritenevano si potesse evitare la morte dell’uomo visti i sintomi dei giorni precedenti.
Le avvisaglie ci furono: dal dolore al braccio alla pressione alta, fino ai giramenti di testa. Sintomi collegabili ad un possibile problema cardiaco. Eppure, dalle tre visite di controllo effettuate nell’infermeria del carcere, non emerse nulla. I familiari ottennero l’autopsia sulla salma, che appurò la morte per infarto del detenuto. I tre medici sono pronti a difendersi, ritenendo che la gestione del paziente sia stata lineare e corretta.











