ilgerme.it, 31 gennaio 2026
Arriva la richiesta di rinvio a giudizio per i tre medici in servizio nel carcere di massima sicurezza di Sulmona, accusati dell’omicidio colposo dei Pietro Guccione, detenuto morto a 62 anni, nel dicembre 2022. A chiedere il processo per i sanitari (due donne e un uomo, di età compresa tra i 51 e i 70 anni) è il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Stefano Iafolla, a seguito della denuncia presentata dai familiari della vittima. Le accuse, secondo la Procura, sarebbe solide per essere sostenute in giudizio. I tre avrebbe cagionato la morte del detenuto, non rispettando le pratiche clinico assistenziali, omettendo accertamenti tempestivi, nonostante il quadro clinico del sessantaduenne.
Guccione aveva avuto un malore nella propria cella, il 16 dicembre 2022. Poi la caduta e la perdita di coscienza dalla quale non si era più ripreso. Una morte improvvisa solo ad un primo impatto, poiché a detta dell’accusa, i sintomi comparsi nei giorni precedenti avrebbero dovuto allertare il personale medico. Il dolore a spalla e braccio, i giramenti di testa e la pressione alta: segni di un imminente arresto cardiaco.
Dalle visite di controllo non era emerso nulla. Per tre giorni, raccontano i familiari, aveva chiesto di essere visitato e per tre giorni si era recato in infermeria, senza però essere per questo sottoposto a visita specialistica: un elettrocardiogramma o la visita cardiologica. “Attendiamo la fissazione dell’udienza preliminare. Siamo pronti a costituirci parte civile”, commenta l’avvocato De Pascale. Guccione era ritenuto associato alla famiglia mafiosa di Pagliarelli, era stato arrestato dai carabinieri di Palermo il 30 maggio del 2007 perché coinvolto nell’inchiesta coordinata dalla Dda del capoluogo siciliano che ha fatto luce su un giro di estorsioni e traffico di droga.











