ilgerme.it, 31 marzo 2022
Da laboratorio ad industria vera e propria: il carcere di Sulmona diventa punto di riferimento e fornitore degli arredi di tutte le carceri italiane. La Regione Abruzzo ha pubblicato l’avviso per l’individuazione dell’ente di formazione che si dovrà occupare di trasformare i detenuti in operai specializzati: 80 per iniziare, ma che a regime potrebbero anche crescere, per un progetto che ha il plurimo scopo di perfezionare e affinare i modelli produttivi, trasformare l’esperienza artigiana che è già presente da anni in via Lamaccio in attività produttiva, insegnare un mestiere ai detenuti e inserirli in un processo di rieducazione all’avanguardia.
Per questo i formatori, a cui è destinato un budget di 100mila euro, avranno il compito di andare oltre l’insegnamento dell’uso delle macchine, con risvolti cioè di tipo educativo e psicologico. Il progetto, che vede un partenariato con il carcere di Lecce, è finanziato con 750mila euro dai fondi Pon e Fse 2014-2020 e vedrà i detenuti-falegnami impegnati a realizzare le forniture e gli arredi per tutti gli istituti penitenziari d’Italia.
Una commessa già acquisita a cui, però, e questa è la scommessa vera, potrebbero seguirne altre esterne: l’obiettivo è quello di confrontarsi con il mercato e diventare competitivi per trasformare il laboratorio dietro le sbarre in una fabbrica e in opportunità di lavoro. Perché di lavoro, comunque, si tratterà per gli ospiti di via Lamaccio che saranno retribuiti a tariffa oraria secondo il contratto nazionale di lavoro.










