di Davide Illarietti
www.tio.ch, 19 febbraio 2015
Ore 21.30: una ventina di agenti, tra guardie carcerarie e uomini dell'unità cinofila della Polizia cantonale, mettono a setaccio il carcere La Stampa. Cercano droga, oggetti contundenti, farmaci nascosti dai detenuti negli spazi comuni. Bottino del blitz scattato pochi giorni fa: niente. Zero. Nisba. "È un buon segno, significa che le nuove misure sono servite" spiega il direttore Stefano Laffranchini.
Quali misure, in particolare?
"Abbiamo introdotto controlli delle urine regolari, a cadenza settimanale, secondo uno schema random in modo che i detenuti non possano prepararsi, inoltre abbiamo intensificato la collaborazione con l'unità cinofila della Polizia cantonale per controllare tutti i pacchi in entrata e gran parte dei visitatori".
E il risultato?
"Dai molteplici test delle urine effettuati sui detenuti da novembre a oggi, nessuno è risultato positivo. Questo non è un buon motivo per non effettuare ulteriori controlli, come il blitz di cui sopra, anche perché oltre alle droghe ci sono anche altre sostanze...".
Ad esempio?
"Potrebbe avviarsi un commercio di medicamenti psico-attivi all'interno del carcere, ansiolitici e pastiglie varie. Per impedirne l'accumulo e lo scambio tra detenuti abbiamo introdotto restrizioni e controlli sul consumo di tutti i medicamenti".
L'alcol è un altro problema riscontrato in passato...
"Sì, i detenuti fanno fermentare la frutta con ricette speciali a base di zucchero e lievito, sono scaltri. Abbiamo introdotto controlli regolari con l'etilometro e inasprito le sanzioni pecuniarie e disciplinari".
Gli etilometri cosa hanno rilevato?
"All'inizio qualche positività è stata rilevata. Da un mese e mezzo a oggi, neanche un caso".
Sembra insomma che qualcosa sia cambiato, rispetto alla precedente amministrazione.
"Su questo non posso esprimermi. Certo il carcere è grande e qualcosa può sempre sfuggire anche ora, ma per quanto riguarda l'abuso di sostanze mi aspetto che gli ulteriori controlli nelle celle, che eseguiremo prossimamente, confermino questa tendenza positiva".
I trucchi per aggirare i controlli. Che "qualcosa può sempre sfuggire", del resto, lo conferma anche la testimonianza di un ex detenuto ticinese, ospite per 5 anni della Stampa. "I metodi per aggirare i controlli delle urine sono diversi" racconta. "Il più efficace e praticato dai detenuti, è quello di nascondere nell'interno coscia un preservativo contenente l'urina di un altro detenuto "pulito" e sostituirlo al momento del prelievo senza farsi vedere. Io stesso non ci credevo finché non l'ho visto fare con i miei occhi, alla Stampa. Un altro metodo, più semplice, è quello di bere molto latte" aggiunge. Dicerie? Fandonie? Una cosa è sicura, conclude l'ex detenuto: "All'interno del carcere il consumo di stupefacenti era diffuso, senza parlare dell'abuso abnorme di psicofarmaci, almeno fino a quando sono uscito. Se adesso le cose sono cambiate radicalmente, ben venga".











