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di Dario Ornaghi

 

tio.ch, 24 agosto 2020

 

L'accusa è di sequestro di persona. Tale pratica sarebbe ammessa solo per alcune ore. L'atto d'accusa chiede condanne con la condizionale da 7 a 14 mesi per sequestro di persona e complicità in sequestro di persona per aver immobilizzato l'allora 15enne "Carlos", al secolo Brian, per un periodo superiore alle poche ore consentite.

L'allora adolescente si trovava in detenzione preventiva dopo aver ferito gravemente un altro giovane con un coltello durante una lite. In prigione aveva tentato di suicidarsi, ciò che aveva spinto le autorità a trasferirlo nella clinica psichiatrica. Qui i tre psichiatri sotto accusa lo avevano immobilizzato con delle cinghie aiutandosi anche con dei farmaci per tenerlo calmo.

Le disposizioni in materia prevedono che un simile trattamento duri alcune ore. Il giovane è invece rimasto legato per 13 giorni. A partire dal nono giorno, al ragazzo è stata concessa un'ora per sgranchirsi le gambe e fare qualche passo, tuttavia con gli arti inferiori legati e in compagnia di agenti di polizia.

Stando alla procura, a parte questa parentesi giornaliera, "Carlos" è rimasto quasi "assolutamente immobilizzato" per tutto il resto del tempo. Per il procuratore si tratta chiaramente di maltrattamenti, dal momento che l'immobilizzazione va limitata al massimo. Un'odissea giudiziaria - Questa vicenda è l'ennesimo capitolo di un'odissea giudiziaria cominciata anni fa. Le penultima tappa di questa storia risale allo scorso novembre, quando un tribunale distrettuale zurighese ha ordinato una terapia psichiatrica stazionaria per l'uomo, allora 24enne, a corredo di una pena supplementare di 4 anni e nove mesi di detenzione per una serie di aggressioni ai danni di secondini, poliziotti e altri detenuti ospitati nel carcere dove stava scontando una condanna precedente.

La condanna inflitta in novembre è però stata sospesa in favore di una misura terapeutica stazionaria, conosciuta nel gergo giudiziario anche come "piccolo internamento". In pratica si tratterà di verificare ogni cinque anni se la terapia è efficace e se è necessario prolungarla. Il problema è che Brian, alias "Carlos", si è sempre opposto a qualsiasi forma di terapia. Secondo una perizia esiste tuttavia una "piccola probabilità" che una simile misura possa essere efficace.