di Luciana Cimino
Il Manifesto, 7 ottobre 2026
La denuncia del Pd. Le risorse per il decreto scuola prese dalla Manovra. Il decreto scuola, approvato in fretta in furia per esigenze elettorali, continua a suscitare polemiche. L’ultima riguarda le coperture finanziarie. Non è un caso, infatti, che il provvedimento sia rimasto nelle mani della ragioneria generale dello stato un giorno in più di quanto preventivato. Secondo il Pd le risorse sono stati trovati prosciugando il fondo per le attività educative contro la violenza sulle donne. “È gravissimo che il governo abbia deciso di finanziare il fondo contro il cyberbullismo sottraendo 4 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2026 e 2027, a quello destinato alle scuole per il contrasto della violenza di genere”, ha denunciato la capogruppo dem in commissione Cultura alla Camera Irene Manzi. Le risorse per l’educazione sessuoaffetiva, 7 milioni di euro, erano state inserite nella legge di bilancio dello scorso anno proprio, ricorda Manzi, “grazie a un emendamento del Pd al Senato”. Adesso la metà è finita nel decreto Scuola alla voce “contrasto al cyberbullismo”. Una questione “importante che va finanziata- sottolineano i democratici - ma è incomprensibile sottrarre risorse proprio all’educazione al rispetto”.
“Già è un drammatico provvedimento-propaganda per rincorrere Vannacci ma oltre al danno la beffa: Valditara fa il gioco delle tre carte con i fondi”, insiste la senatrice Cecilia D’elia, vicepresidente della bicamerale Femminicidio e prima firmataria dell’emendamento che stanziava i 7 milioni di euro.Per ironia della sorte, il decreto sarà convertito in legge entro fino novembre e quindi in concomitanza con la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il 25. “Arrivati a questo punto, una domanda alla presidente del Consiglio appare urgente - ha detto Michela Di Biase, relatrice alla camera del provvedimento sul consenso - Meloni ha un problema con la lotta alla violenza sulle donne?”.
“Non è vero”, la risposta del ministero dell’Istruzione (e del merito). Anzi, sì ma è stato fatto per un motivo, secondo Viale Trastevere: “La norma aveva istituito presso il ministero dell’Interno un fondo da ripartire tra i comuni, che avrebbero poi dovuto erogare i contributi alle scuole: un meccanismo che si è rivelato farraginoso e che non avrebbe consentito di utilizzare quelle risorse”. Quindi, la spiegazione di Giuseppe Valditara, il decreto era necessario “per evitare che quei fondi andassero persi”. “Ricostruzione molto parziale”, la replica del Pd. “Comprendiamo l’imbarazzo di Valditara, ma è scandaloso sostenere che i fondi per la prevenzione della violenza sulle donne non siano stati ridotti, il ministro spieghi le ragioni di questa scelta e assuma l’impegno per reintegrarli”.
Valditara, però, più che dai contrasti con il centrosinistra, è molto concentrato sulla rivalità a destra con Vannacci. E dunque ieri ha preferito replicare a muso duro al suo ex braccio destro Rossano Sasso, ora con FnV, che aveva proposto lo psicologo obbligatorio. “Una stupidaggine”, l’ha bollata il ministro leghista.









